Crema - Bus, la rivolta con raccolta di firme

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Non si placa la polemica per l’eliminazione dell'abbonamento «5 giorni» nel servizio di trasporti via pullman. Il comitato «Pendolari cremaschi » ha deciso di indire una raccolta firme che, mentre scriviamo, ha già ottenuto 141 sottoscrizioni. L'obiettivo, ambizioso, è di arrivare a quota mille. Per riuscirci, il comitato ha cominciato a cercare adesioni sui pullman di Adda Trasporti ma chi volesse firmare via internet, può farlo direttamente sul blog del comitato: pendolaricremaschi. blogspot.com. Nel comunicato diffuso dagli stessi pendolari, emerge la protesta non soltanto nei confronti di Adda Trasporti, che si è sempre giustificata sostenendo che l'abolizione del «5 giorni» è prevista dalla normativa regionale, ma anche della Provincia di Cremona che, a detta dei promotori della raccolta firme, avrebbe avallato la scelta dell'azienda, condividendone sostanzialmente le motivazioni. «Niente di più falso» replica l'assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni Leoni. «Nessuno ha mai detto questo. Tutto quello che possiamo fare e che stiamo effettivamente facendo è favorire una mediazione, perché entrambi gli interessi - dei pendolari e di Adda Trasporti - siano tutelati. Non è detto che in futuro, e mi riferisco alla gara d'appalto prevista per il prossimo 31 agosto, chi si aggiudicherà la gestione del servizio trasporti non decida di reinserire il “5 giorni”, purché lo faccia a carico suo.

A quel punto, noi non avremmo nulla da obiettare, perché non abbiamo pregiudiziali di sorta. L'impressione è che qualcuno abbia scelto la via del muro contro muro, per dimostrare la propria forza, e non ne capisco la motivazione: il “5 giorni” non è previsto dalla Regione, di conseguenza non possiamo pretenderlo. È molto semplice». Nel frattempo, i pendolari hanno trovato una sponda in diversi sindaci dei loro Comuni di residenza, a partire dal primo cittadino di Spino d'Adda, Paolo Riccaboni, che ha preso carta e penna e ha inviato una lettera ad Adda Trasporti, per supportare la causa dei propri concittadini a livello istituzionale, allegandovi la petizione che, nella sola Spino, ha raccolto in breve 500 firme: «La soppressione del “5 giorni” ha provocato il forte dissenso di molti fruitori» si legge nella missiva, «portando alla nascita spontanea di iniziative volte al suo ripristino, testimoniata dalle tantissime firme raccolte in 2 giorni solo nel nostro paese».

Oltre a Spino, si sono schierati a fianco dei pendolari anche i sindaci di Rivolta d'Adda, di Vailate e di Agnadello, che parlano di grave danno economico per i viaggiatori, che si aggiunge agli aumenti del 20% delle tariffe, avvenuti nel corso del 2011. Con l'abolizione del «5 giorni», infatti, il costo aggiuntivo lievita dai 3 ai 4 euro a settimana. L'ultima proposta da parte di Adda Trasporti, per incontrare le esigenze dei pendolari, è invece quella di un abbonamento annuale ma dal costo effettivo di 7 mesi. I sindaci chiedono l'istituzione al più presto di un tavolo aperto alla rappresentanza dei pendolari e agli stessi amministratori pubblici per ridiscutere la questione ma da parte del direttore di esercizio di Adda Trasporti, Corrado Bianchessi, non c’è ancora una posizione ufficiale. Il direttore si sta riservando del tempo per le valutazioni del caso. «Quello che posso dire» precisa, «è che il nostro obiettivo non è certo quello di vessare i nostri passeggeri; per cui analizzeremo attentamente le richieste pervenuteci e daremo presto una risposta».

di Gionata Agisti

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