Il ciclone Ancorotti sulle primarie

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Dopo la vittoria di Stefania Bonaldi nel centrosinistra, ora la sfida è nel centrodestra. La scelta della primarie e il «sì» di Renato Ancorotti di candidarsi a sindaco di Crema, ha sparigliato molto le carte. Tre i candidati che, come è doveroso, si stanno già punzecchiato. Antonio Agazzi, il “giovane” che è sempre stato costretto a fare un passo indietro rispetto alle sue aspirazioni. E’ in politica da oltre 20 anni. Troppi per uno che si considera il «nuovo che avanza». Perché in tutto questo lasso di tempo non è riuscito ad emergere? Forse gli è mancato il coraggio di osare quando potevo farlo. In questo senso è stata più audace la Stefania che si è fatta subito la sua lista, Pd volente o nolente. E si è trascinata dietro il partito. Agazzi, invece, il suo partito ce l’ha contro. Maurizio Borghetti è l’outsider. Carattere impulsivo. Anche lui nell’amministrazione Bruttomesso, non è riuscito a eccellere. Forse, per inesperienza, ha accettato di farsi sovrastare da Beretta. L’abbiamo scoperto liberista in questo ultimo scorcio di legislatura: «Meno tasse, più tagli». Rispondendo ad Agazzi che sostiene: «Farà il sindaco a tempo pieno », ha detto, tagliente: «Io, invece, continuerò a svolgere il mio ruolo di medico in ospedale perché il mio lavoro è la mia libertà». E bravo Borghetti. Chi ha un lavoro è meno ricattabile. Mentre, anche a Crema, c’è chi nella vita fa solo politica per avere un posto. Infine il ciclone Renato Ancorotti. Non è un uomo di partito, a differenza dei suoi due contendenti. Non ha avuto alcuna remora a etichettare come «peagiàss» Bruttomesso e la sua giunta. E quando ha pensato che era arrivato il momento di uscire di scena sbattendo la porta, l’ha fatto. E’ un personaggio che Beretta e company dovranno prendere per le molle. Ha messo al primo posto del suo programma l’economia: vuole facilitare l’arrivo di nuove aziende per evitare drammi come quelli che stanno vivendo oggi i lavoratori della Faip. Che tipo di battaglia sarà quella delle primarie del Pdl? Agazzi, come si diceva, non è l'ultimo arrivato. In tutte le elezioni non ha mai trionfato, ma è sempre, o quasi, arrivato subito alle spalle del vincitore. Alcuni dicono che ha clero ed oratori che lo appoggiano e che sarebbero il suo principale bacino di voti. Non sappiamo se è vero, ma lo si può sospetare quando nell'articolo a pagina 11, Agazzi chiede rispetto per la Diocesi, anima della nostra comunità civile. Forse che qualcuno a Crema non ha alcun rispetto per la diocesi? E, allora perché questa citazione se non è una «captatio benevolentiae», cioè il tentativo, neppure richiesto e celato, di accattivarsi la benevolenza dei cattolici di Crema? Maurizio Borghetti sarà sostenuto dagli ex An, ma non sembra, almeno sulla carta impensierire il duo Agazzi-Ancorotti. Quest'ultimo dirà sicuramente la sua, ma dovrà essere soprattutto il Pdl a tirargli la volata. E' stato, infatti, questo partito a cercarlo, e non viceversa. Ma le primarie sono importanti perché non conta solo chi vince, ma come si vince. Se Ancorotti trionferà a mani basse, allora sarà davvero il candidatosindaco di tutto il centrodestra, ma se saranno solo pochi voti a dividerlo da Agazzi? Insomma, sarà davvero una battaglia avvincente.

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