Domenica 21 Set

Se il volontariato diventa abusivismo

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Autonoleggiatori casalaschi sul piede di guerra: taxisti improvvisati coperti da enti
Funziona più o meno così. Il signor Rossi (nome di fantasia) chiama il signor Bianchi (nome inventato) perché desidera essere trasportato in un punto x. A quel punto le due parti si accordano su data e ora dell’incontro e arriva la disponibilità da parte dell’ente (rappresentato dal signor Bianchi) che eroga il servizio. Dietro pagamento, spesso e volentieri. Tutto normale, se non fosse che, dopo la chiusura del servizio di trasporto urbano a Casalmaggiore (aprile 2011), su questo business qualcuno ha iniziato a marciare. Ponendo sul piede di guerra chi l’autonoleggiatore lo fa per professione, pagando profumatamente per essere in regola, tra licenze ncc, autisti professionisti, tasse e assicurazioni con massimali alti. In partenza tutto funzionava nel modo corretto: il comune stilava una lista di persone “deboli” che non potevano permettersi di pagare un taxi o qualsiasi altra forma di trasporto, per recarsi, ad esempio, all’ospedale Oglio-Po: vengono selezionati a Casalmaggiore 29 cittadini con i requisiti per accedere al servizio di volontariato.

Se non che, poco dopo e mediante prova provata di qualche telefonatatrabocchetto anonima, si scopre che a usufruire di questo servizio può essere chiunque… Della serie: io signor Rossi chiamo, anche se non faccio parte della famosa fascia “debole”, e ottengo il passaggio. Come da incipit. Dal volontariato all’abusivismo, in questo senso, il passo rischia di essere troppo breve. Anche perché – nota non a margine – sono state raccolte testimonianze di fatture emesse dall’ente di volontariato, che, per restare a qualche esempio, incassa 33 euro per il trasporto da Casalmaggiore all’ospedale Oglio-Po, oppure, in zona viadanese, si “limita” a chiedere 15 euro. Comunque sia se salta fuori un profitto, viene meno tutto l’assunto iniziale. Abbiamo parlato di zona viadanese: proprio così perché l’inghippo non riguarda soltanto Casalmaggiore, ma anche Piadena, Gussola, Viadana, Brescello e Bozzolo. Questi i comuni rappresentati nell’ultima riunione dagli autonoleggiatori Cesare Mori e Riccardo Bandini (Casalmaggiore), Maurizio Biacca (Gussola), Mauro Busi (Piadena), Edoardo Torelli (Brescello), Mario Montanaro e Fausto Tenca (Viadana) e Daniele Rivaroli (Bozzolo).

“Nessuno vuole mettere in cattiva luce le associazioni di volontariato” spiegano “ma vogliamo che le opere meritorie si limitino a chi davvero ha bisogno. Il trasporto di persona a mezzo autovettura è il nostro lavoro e non ce lo siamo inventato al ritorno da un viaggio ai Tropici: il noleggio da rimessa esiste da quando esistono le auto”. “Chi fa volontariato” proseguono gli autonoleggiatori “deve identificare il richiedente servizio e capire se rientra nei requisiti stabiliti dal comune. Per reagire abbiamo pensato di monitorare continuamente la situazione riguardo l’accettazione della richiesta dei transfer, automezzi e autisti. Inoltre sensibilizzeremo l’opinione pubblica sul problema, ponendo sotto la lente il distinguo tra il nostro servizio e quello “alternativo”. Infine, arriveremo a prendere provvedimenti più pesanti se la situazione non migliorerà”. Alle viste anche la possibilità da parte dei suddetti autonoleggiatori di unirsi in una sorta di associazione corporativa.


di Giovanni Gardani

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