Primavera, è tempo di allergie

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Manca solo un mese, ormai, all'inizio della primavera. Ma insieme al caldo, in arrivo sono anche i grandi nemici stagionali, che spesso possono causare forti allergie. Da non sottovalutare quindi alcuni animali infestanti, come la Processionaria del pino e della quercia e l’Euprottide, che nelle forme larvali possono causare reazioni epidermiche e allergiche soprattutto in soggetti particolarmente sensibili. Altro nemico stagionale è l’Ambrosia artemisiifolia, il cui polline provoca forti allergie. Tra l'altro negli ultimi anni è stata registrata la comparsa di nuove sensibilizzazioni a allergeni aerodipersi ed anche cambiamenti nella stagionalità dei sintomi da allergia a pollini. In alcune zone della Lombardia l’ambrosia è causa di allergia in una percentuale elevata della popolazione con conseguenti incrementi sia dei costi sociali, per la riduzione temporanea della capacità lavorativa dei soggetti affetti e per i danni che gli stessi subiscono in termini di ineffi cienza fi sica e peggioramento della qualità della vita, sia di quelli sanitari, di diagnosi e di trattamento. Vi sono poi zone nelle quali, da alcuni anni, la forte presenza di alcuni parassiti delle piante, quali la processionaria del pino e della quercia e l’euprottide (o crisorrea), ha causato disagi alla popolazione, derivanti principalmente dalla sensibilizzazione ai peli urticanti di questi lepidotteri.

EUPROTIDE - L’Euprottide è una farfalla ampiamente diffusa in Italia le cui larve, provviste di peli urticanti, si nutrono di varie latifoglie forestali ed ornamentali.

Ma come agire nel caso di forte presenza di questi lepidotteri? Innanzitutto evitare di addentrarsi nei boschi colpiti e di avvicinarsi alle fronde delle piante su cui si rinvengono i bruchi in alimentazione. E' consigliabile inoltre evitare di sostare nelle vicinanze, e sotto, alberi o arbusti infestati: i peli, infatti, possono essere trasportati dall’aria fi no a una distanza di 200 metri. Da evitare anche toccare i nidi o le larve, ma anche i lavori (quali falciare l’erba e/o rastrellare foglie e/o erba falciata) che possono diffondere nell’aria i peli urticanti che riposano al suolo. In caso di contatto coi peli urticanti è bene fare subito una doccia, lavarsi i capelli e cambiare gli abiti. Non si deve grattare le zone del corpo contaminate, ed è necessario lavare gli abiti contaminati ad almeno 60°. Infi - ne bisogna trattare la pelle pulita con gel antistaminico, e recarsi dal medico in caso di protrarsi dei sintomi.

PROCESSIONARIA - La processionaria è attiva solo durante i periodi freddi dell'anno, dal momento che trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppellito sotto terra. Le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova. Ogni femmina produce un "ammasso" di uova che viene fi ssato alle foglie dell'albero ospitante. L'ammasso può contenere fi no a 300 uova, dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le tipiche larve. Si tratta di un insetto a cui è necessario fare attenzione, in quanto i suoi peli urticanti possono provocare diversi problemi: • Dermatite – subito dopo il contatto può sopravvenire un forte prurito al quale fanno seguito, nell’arco di circa 24 ore, reazioni cutanee che si manifestano perlopiù sottoforma di papule da puntura da insetto, bolle da orticaria o macchie rosse isolate.

• Congiuntiviti e infi ammazione agli occhi.
• Infi ammazioni delle vie respiratorie superiori causate dall’inalazione dei peli.

Come difendersi? Innanzitutto evitare di addentrarsi nei boschi colpiti e di avvicinarsi alle fronde delle piante su cui si rinvengono i bruchi in alimentazione. Bisogna inoltre evitare: di sostare nelle vicinanze, e sotto, alberi o arbusti infestati, di toccare i nidi o le larve. Per difendersi le azioni consigliate sono le stesse indicate per l'euprotide.

AMBROSIA - E' originaria del Nord America giunta in Europa probabilmente come contaminante di carichi di sementi. E’ diffusamente presente in Europa centrale (Ungheria, Croazia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Austria, Slovenia), in Francia (area di Lione), in Nord Italia (provincia di Pavia, ma soprattutto nordovest della provincia di Milano e sud di quella di Varese). Questa pianta rappresenta un fattore di rischio potenziale molto elevato per i soggetti affetti da disturbi di natura allergica, in quanto produce quantità di pollini molto abbondanti che vengono trasportati dal vento: durante la fi oritura, la concentrazione di pollini nell’aria può raggiungere i due milioni di granuli per metro cubo. I soggetti allergici presentano, in genere, sintomi quali: irritazione agli occhi (anche accompagnato da prurito e lacrimazione), diffi coltà respiratorie (prurito e gocciolamento nasale, starnuti) e nelle forme più gravi possono assumere la forma di veri e propri attacchi di tosse e asma.


di Giulia Sapelli

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