Cremona - Divieto di sosta, multe a casa? Non da noi

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Il Comandante della Polizia Municipale Sforza: «Positivo il bilancio di Targha 193, ma il rapporto coi cittadini deve essere diretto»
Ha fatto discutere negli ultimi giorni il parere positivo, dato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in merito all'utilizzo dello Street control, vale a dire il meccanismo che, posizionato sul tettuccio delle autovetture dei vigili urbani, è in grado non solo di rilevare assicurazioni non pagate e revisioni non fatte, ma anche di sanzionare le soste vietate inviando poi a casa del multato la sanzione. Su quest'ultimo aspetto si è registrata la ribellione di parecchi autisti, secondo i quali non sarebbe corretto, in base al codice della strada, inviare verbali in differita in caso di sosta vietata (resta inteso che in presenza del multato la sanzione va comminata sul posto). Ora è giunto il via libera del Ministero, ma va detto che non sono moltissime le città italiane che dispongono di un simile dispositivo. Tra queste c'è Milano, ma non c'è Cremona, che per ora si limita a Targha 193, l'apparecchio che rileva le inadempienze del proprietario di auto. E nemmeno Cremona ne sente la mancanza, stando alle dichiarazioni di Pierluigi Sforza, comandante della Polizia Municipale di Cremona: «No, non abbiamo in dotazione lo Street control e nemmeno abbiamo intenzione di acquistarlo ». Come mai? «Perché pensiamo di continuare a gestire le cose come fatto finora, attraverso un buon controllo del territorio e mantenendo un rapporto diretto coi cittadini. Magari anche conflittuale, ma ci mettiamo la faccia. Un'attività che ha valenza educativa non la affidiamo a una macchina. Al contrario sentiamo la necessità di avere a disposizione uno strumento per individuare le assicurazioni scadute e le revisioni non fatte, ed è una parte dello street control. Resta escluso il fenomeno della sosta, che riteniamo di poter gestire con la nostra presenza e interazione col cittadino». Nonostante vi dobbiate sorbire qualche protesta, come è ovvio. «Essere presenti significa anche questo. Non sempre il cittadino comprende che la sosta vietata calpesta i diritti di invalidi, di chi deve scaricare materiale e altri soggetti». Forse il fenomeno è meno forte a Cremona che altrove. «Non credo, senza la nostra presenza la situazione degenererebbe. Siamo convinti dell'importanza dell'azione di presenza e di contrasto che svolgiamo, oneroso per l'impopolarità. Il codice della strada prevede varie figure preposte ai controlli della sosta, ma di fatto lo facciamo solo noi. Costa impopolarità, ma senza il nostro intervento si perderebbero vivibilità e rispetto». I dati comunicati dicono che Targha 193 ha ottenuto grandi risultati nello scovare chi non rispetta le regole (si stima che le auto non assicurate che circolano in Italia siano 4 milioni). «Si è dimostrato un sistema molto efficace. Si tratta di una forma di prevenzione e tutela importante per i cittadini. Si pensi ad un incidente fatto con un non assicurato e magari insolvente. Anche la mancata revisione è un rischio per tutti: è importante verificare lo stato dei peneumatici, il sistema di frenata se non la circolazione di auto inquinanti. Sono tutti aspetti di sicurezza fondamentali».

dalla redazione de Il Piccolo

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