Banche, sicurezza a rischio

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Preoccupazione tra i correntisti di Banca Intesa e Unipol dopo l’attacco hacker. Ma crescono anche i tentativi di truffa.
La rete è una grande risorsa, ma può anche diventare la prima delle insidie. Una preoccupazione che non ha fatto dormire per diversi giorni i correntisti delle Banche Intesa Sanpaolo e Unipol, dopo la notizia dell'attacco hacker da parte di Anonymous, un paio di settimane fa. Molti si sono chiesti di cosa si sia trattato realmente. “Salve, ultimamente abbiamo fatto #OpBankDump e sono state violate Intesa Sanpaolo e UnipolBanca” si leggeva nel messaggio fatto circolare in rete dagli hacker una domenica pomeriggio. A rivendicare l'azione Ghost Italy, una cellula esterna di Anonymous Italia, che avrebbe "rubato" 90 database delle due banche, postando poi l'elenco su ghostbin, una sorta di "lavagna bianca" dove gli Anonymous pubblicano news e comunicati. Sempre secondo quanto dichiarato dagli hacker, dentro all'elenco ci sarebbero circa 6000 email, numeri di telefono, nomi utente e password di utenti, dipendenti e clienti aziendali delle banche stesse. Sempre secondo quanto dichiarato dagli hacker in un comunicato, ci sarebbero stati, in ordine per nome di dominio e azienda, elenchi di persone che farebbero capo o avrebbero relazioni con Intesa, Unipol, Wind, Enel, Engitel. A spazzare via ogni preoccupazione ci hanno pensato però le due stesse aziende, in un articolo apparso su Repubblica.it: entrambe hanno infatti negato che vi siano stati accessi non autorizzati ai propri sistemi. Banca Intesa ha confermato che si tratta di dati reali, tuttavia si tratterebbe di elenchi che non si trovano nei sistemi delle banche ma dati pubblicati online a disposizione di un fornitore esterno. Dunque inutilizzabili, in quanto le password a disposizione del fornitore non corrispondono a quelle reali (ovvero, sono fornite 'criptate' alla società terza). Secondo gli esperti delle due banche, insomma, è infatti improbabile che dalle informazioni pubblicate sul web si possa arrivare a penetrare profili bancari o account e-mail dei singoli utenti.

IL PERCHE' DELL'ATTACCO - Ghost Italy ha spiegato in un comunicato le proprie motivazioni, scagliandosi contro le banche. "Ovunque, nelle case dei cittadini, nelle ditte artigianali, commerciali, industriali, l'argomento più scottante è la mancanza di credito" scrivono gli hacker. "Le Banche sono ormai smascherate e l'unica parola che le definisce appieno è speculazione.Dopo la chiara distruzione dell'economia statale come familiare, continuano ad arrivare fondi sempre più caricati da un debito oramai incolmabile". Ciò nonostante lo Stato, come i privati cittadini, "continuano ad investire, a indebitarsi, continuando a navigare in questo labirinto che non consente vie di salvezza". "Le banche sono un nemico sociale che per troppo tempo ha agito indisturbato, ora è tempo di dire basta" conclude la nota.

SICUREZZA BANCARIA SOTTO ATTACCO - I problemi della sicurezza bancaria non si esauriscono certo con gli attacchi hacker. Accando a questi ci sono frodi e malware in continua evoluzione, che costantemente minacciano i dati del cittadino e la sua privacy. Come hanno spiegato gli esperti di G. Data, azienda leader della sicurezza informatica, tante sono le nuove minacce alla sicurezza bancaria. Ad esempio il Cash trapping e lo Skimming. La prima è una truffa che si concretizza con l'inserimento di un oggetto metallico nel canale di erogazione del contante dei bancomat, così che il malvivente può poi recuperare il denaro che apparentemente non è stato erogato. Ancora più insidioso è lo skimming, una tecnica che consiste nel copiare i dati contenuti nella banda magnetica delle carte bancomat e spiare il Pin mentre viene digitato, in modo da poter realizzare vere e proprie carte di credito clonate. Esistono poi dei veri e propri malaware che vengono inseriti nel dispositivo della parte superiore del bancomat Atm, in grado di manipolare l'Atm banking e di attivarsi a ogni avvio del bancomat. La tecnica è comparsa recentemente in Germania, ma è stata già rilevata anche in Spagna e Russia, e potrebbe diffondersi ulteriormente, rendendo ancora più critica la sicurezza delle nostre banche.

dalla redazione de Il Piccolo

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