Cannabis: una piccola rivoluzione medica

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A Pisa la prima sperimentazione con risultati sorprendenti. Il dottor Paolo Poli: "All'inizio non ci credevo, poi mi sono reso conto del'efficacia".
Gli effetti terapeutici della cannabis sono sempre più conosciuti. In Toscana si è compiuta una vera svolta: in particolare a Pisa, l'Azienda ospedaliero-universitaria ha avviato una sperimentazione che comporta la prescrizione della cannabis a scopo terapeutico ai pazienti che soffrono di dolore cronico oncologico e non oncologico e per altre svariate patologie. A gestire la sperimentazione è il dottor Paolo Poli, che in pochi mesi ha riscontrato che i risultati sono davvero sorprendenti. «Inizialmente ero scettico. Anzi, quando uscì la legge ero addirittura contrario, in quanto non riuscivo a vedere l'utilità di una sostanza con potere analgesico molto più basso degli oppiacei che già vengono utilizzati da tempo». Ma al dottor Poli non ci è voluto molto per ricredersi. «Visto che c'era la legge, con i miei collaboratori abbiamo iniziato a mettere in campo delle sperimentazioni, e ci siamo resi conto che in effetti la cannabis possiede un ottimo potere curativo. Ma non tanto sul livello del dolore in sè, quanto sulla riduzione di determinati sintomi». Dunque, utilizzando le infiorescenze secche (Cannabis Flos) somministrate per via orale come una normale tisana, ecco che si riduce l'intensità delle cefalee, i dolori muscolari, addirittura migliora la qualità del sonno nelle persone anziane. Una piccola rivoluzione medica, sperimentazione che all'ospedale di Pisa stanno portando avanti ormai su 500 pazienti. Una semplice tisana di cannabis migliora il dolore oncologico, la cefalea tensiva, la fibromialgia, il mal di schiena, diverse patologie neurologiche, il dolore da endometriosi, il dolore neuropatico. Secondo quanto emerge dalla sperimentazione, i pazienti con fibromialgia e cefalea hanno una consistente riduzione del dolore, dormono meglio e sono meno depressi e ansiosi. «La grande novità quindi non è l'azione che ha sul dolore, ma sul miglioramento dei sintomi» spiega ancora Poli. «Notevoli sono anche gli effetti sulla spasticità muscolare, ad esempio in pazienti con sclerosi multipla». E ancora: «Per i pazienti con dolore oncologico la cannabis è stata un valido adiuvante come contrasto alla nausea dovuta alla chemioterapia, ma anche come stimolante dell’appetito oltre che un ottimo antidolorifico quando la terapia a base di morfina non era tollerata - racconta ancora Poli. Insomma, un rimedio nel fornire un notevole miglioramento della qualità di vita dei pazienti. «Quando, entro fine anno, lo produrremo finalmente anche in Italia, avremo una varietà ancora migliore» spiega Poli. Per ora i pazienti devono pagare l’intero costo della terapia, anche se esenti. Tuttavia, si tratta di un farmaco dai costi molto bassi, anche se poi il costo complessivo della terapia dipende dal quantitativo di cannabis che si usa. Secondo il medico «non dobbiamo sottovalutare poi che la cura per il dolore è cronica e spesso c’è necessità di aumentare la dose. Questo rende il problema del costo non sottovalutabile. In base alla nostra esperienza la cannabis è un nuovo strumento per i terapisti del dolore e una nuova possibilità di cura per numerose patologie, per cui sarebbe auspicabile che la Regione predisponesse sovvenzioni per rimborsare parzialmente il costo della terapia e renderla accessibile a tutti i pazienti». Intanto si lavora affinché si arrivi ad una produzione sul territorio, che abbatterebbe i costi. «Per il momento si è stabilita la superficie per la coltivazione, ma bisogna poi organizzare il tutto. Oggi la gente è sempre più informata e chiede di poter utilizzare questo rimedio. Una normale terapia costa circa 70 euro al mese, ma aumentando i dosaggi necessari cresce anche il costo. Per questo è particolarmente urgente arrivare all'autoproduzione ». In ogni caso, la Regione Toscana sta lavorando per arrivare al più presto a rendere attuativa la legge che introduce la rimborsabilità del farmaco (scritta da oltre due anni). In questi giorni verranno approvate dalla commissione Sanità piccole modifiche tecniche. La cannabis sarà prescritta anche dai medici di famiglia in presenza di un piano terapeutico degli specialisti e distribuita da tutte le farmacie, comprese le pubbliche.


dalla redazione de Il Piccolo

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