Ammessa class action contro Trenord

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Ritardi, mancati rimborsi, treni sopressi, sporcizia: richiesta di risarcimento da parte di Altroconsumo a tutela dei pendolari.
Con un'importante decisione dello scorso 3 marzo, la Corte d'Appello di Milano ha sancito l'ammissibilità della class action dei pendolari lombardi contro Trenord, promossa con la collaborazione di Altroconsumo. «Grazie all'azione promossa da Altroconsumo i pendolari potranno chiedere di essere risarciti per i disservizi gravissimi subiti per oltre quindici giorni nel dicembre 2012, quando il sistema di trasporto sui rotaie andò in tilt, con treni cancellati, sovraffollati, corse dirottate, ritardi, mancanza di informazioni a effetto valanga su utenti inermi»: così Altroconsumo dichiara la propria soddisfazione. La questione interessa migliaia di pendolari delle tratte cremonesi: quella tra Cremona e Brescia, la Milano-Treviglio-Cremona, la Milano- Codogno-Cremona-Mantova.

Sono circa 700mila i pendolari lombardi coinvolti in quelle giornate di caos: Altroconsumo ha già raccolto 10mila preadesioni all’azione risarcitoria. Sedici utenti lombardi, nell’interesse di tutti i pendolari coinvolti, hanno promosso l’azione risarcitoria attraverso Altroconsumo. Le loro sono storie di abbonamenti mensili comprati e non utilizzati per cancellazione corse, ritardi sul posto di lavoro, utilizzo dell’auto imposto da mancanza di alternative da parte del trasporto regionale ferroviario. «Storie come migliaia di altre, esemplari per ripetitività del danno e sfinimento dell’utente, diventate a dicembre una valanga; pendolari lasciati a piedi, nonostante abbonamenti e biglietti fossero ancora in vendita, come se niente fosse» spiegano dall'associazione. Secondo i dati raccolti, i disservizi ferroviari avvengono anche fuori dalla Lombardia, segnalando la cronica inadeguatezza del servizio in diverse parti del Paese: a Napoli, Roma e Milano, tre pendolari su quattro – il 74% su 1532 intervistati - si dichiarano insoddisfatti del servizio di trasporto ferroviario, secondo l’inchiesta di Altroconsumo nelle tre città. «Tuttavia quanto successo a dicembre con Trenord ha riassunto in sé diverse criticità paradigmatiche del collasso del settore: dalla gestione confusionaria della società, all’assenza di comunicazione tempestiva e trasparente verso i consumatori, all’insipienza dell’istituzione regionale, assente quei giorni - spiega ancora Altroconsumo. Anche quando i treni viaggiano, Trenord raccoglie critiche: sull’affollamento (75% di insoddisfatti), sulla pulizia e l'igiene dei convogli (71%)». «La Corte d’Appello ha ritenuto che il mancato funzionamento del software di gestione ed organizzazione del servizio adottato da Trenord abbia causato disservizi analoghi e comuni a tutti gli utenti colpiti, che dovranno essere valutati e risarciti in un unico processo, secondo quanto previsto dall’art.140 bis del Codice del consumo» spiega ancora l'associazione.

La richiesta di Altroconsumo è che a tutti i pendolari coinvolti che aderiranno alla class action sia riconosciuto un risarcimento pari a quattro mensilità dell’abbonamento alla tratta utilizzata. Ora il giudice del Tribunale dovrà definire chi tra gli utenti potrà effettivamente adire all’azione risarcitoria. Nel 2013 il Tribunale di Milano aveva dichiarato inammissibile l’azione promossa da Altroconsumo contro Trenord; per aver diritto al risarcimento, gli utenti avrebbero dovuto viaggiare sullo stesso binario, aver subito lo stesso ritardo e aver viaggiato sullo stesso convoglio, per una settimana. Altroconsumo ha presentato ricorso in appello, questa volta con esito favorevole. Una vittoria importante e che costituisce un prezioso precedente, soprattutto a fronte di tutti i disservizi che quotidianamente i pendolari devono subire: ritardi infiniti, treni sovraffollati, sporcizia, carrozze troppo calde o troppo fredde, scarsità di informazioni.


dalla redazione de IL PICCOLO

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