Ciclo dei Rifiuti, Cremona può far scuola in Lombardia

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Il progetto “Amali, rifiuti = risorse”, per costruire  un’alternativa all’attuale gestione integrata dei rifiuti della provincia di Cremona, esce dai confini cremonesi e approda al Pirellone. Già presentato alla Commissione Ambiente Provinciale, alle 10 di giovedì mattina una delegazione formata da alcuni firmatari del progetto (tra cui Maria Grazia Bonfante, capogruppo consiliare “Vescovato insieme si cambia”, Guido Ongaro, Vice Sindaco Comune di Madignano, Ferruccio Rizzi, capogruppo Consiliare “Forziamo gli eventi” di Casalmorano) è stata ascoltata alla Commissione Ambiente della Regione Lombardia.

«Amali - spiegano i firmatari - è un progetto concreto e industriale che sollecita un cambio culturale: passare da una logica lineare dei nostri comportamenti che ci induce ad estrarre, utilizzare e buttare ad una logica circolare di riduzione, riuso e riciclo. Consta di una tecnologia che riduce da subito i carichi ambientali, crea occupazione, riduce la tassa rifiuti, abbatte i costi delle materie prime per le imprese liberando risorse, consente un notevole risparmio energetico, fa decadere le procedure di infrazione dell’unione Europea». Insomma, con Amali le logiche si capovolgono, puntando alla dismissione progressiva di inceneritori e discariche, riciclando anche gli scarti che sono già stati trattati ma in un’ottica industriale, in grado non soltanto di giovare all’ambiente ma anche di creare occupazione.

In più, come già accennato su queste pagine sabato 4 maggio, il progetto potrebbe comportare anche una riduzione della tariffa provinciale e della Tarsu comunale almeno del 20%. «Il progetto Amali riduce senza dubbio subito la massa (i Comuni di riferimento hanno abbassato del 20%) e nel tempo la tassa rifiuti, perché la tariffazione sarebbe puntuale: meno produco meno pago - spiega Bonfante. - Con il porta a porta si aumenta la qualità della differenziata e non solo la percentuale: la qualità è quella che occorre per avere il maggior recupero dei rifiuti che ti vengono pagati. Si inverte il circuito vizioso attuale con il quale i Comuni pagano per lo smaltimento, poi ricavano per riciclare, oltre al fatto che se è vero che le prese dei materiali con il porta a porta aumentano, è anche vero che le prese dell'indifferenziato diminuiscono e lo smaltimento, che costa 118 euro a tonnellata, sparisce. E’ chiaro – prosegue Bonfante - che diventa sempre più oneroso mantenere un inceneritore, se via via tutti i Comuni rispettano la normativa di minimo della differenziata. Tenendo conto che il 65% per la provincia di Cremona è un obiettivo da raggiungere, per l’Ue sarà il minimo da cui partire. Non è possibile far coesistere un inceneritore con il rispetto del livello di differenziata. Ma se questa incongruenza cessa, anche le tariffe/tasse diventano eque e il cittadino si sente maggiormente coinvolto ad una gestione dei rifiuti come risorse ».

E alla fine della carrellata di dati, numeri e slide, il progetto ha prodotto un effetto talmente positivo nella Commissione da poter aspirare a divenire un progetto pilota per l’intera Lombardia. Alloni ha già chiesto al presidente di Commissione di «trasferire il materiale illustrativo all’assessorato regionale all’Ambiente perché ne tenga conto nella stesura del Piano regionale dei rifiuti di prossima approvazione».

Più cauta, ma senz’altro soddisfatta, la consigliera Bonfante: «Con il dovuto realismo l'incontro è stato positivo, considerato il trasferimento della documentazione all’assessorato suggerita da Alloni, per trasformare Amali in un progetto pilota da applicare a tutta la Regione. E il presidente ha accolto di buon grado il suggerimento. La strada da percorrere è senz’altro in salita, ma abbiamo già in mente le prossime mosse».

di Michele Scolari
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