Cremona - Regimazione del Po: sarà la volta buona?

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L’Unione europea ha co-finanziato - per un milione di euro - degli studi per la navigabilità 365 giorni l’anno.
II Po navigabile tutto l'anno? La prospettiva, più volte naufragata, ha ripreso vigore in seguito all'approvazione, da parte dell'Unione Europea, di un finanziamento richiesto dall'Aipo per realizzare studi in merito al progetto “365 Po river system - Preliminary project to improve navigation from Cremona Port to the Adriatic Sea”. L'intervento, dal costo complessivo di due milioni di euro, è finanziato per un milione di euro dalla Ue, per 400.000 euro dalla Regione Lombardia, per 500.000 euro dalla Regione Emilia Romagna e per 100.000 euro da Aipo e Regione Veneto. Lo scopo è di completare i precedenti studi sulla navigazione del fiume, che comprende due ipotesi: quella della regimazione e quella della navigazione a corrente libera. Nel primo caso si tratta di approfondire lo studio già redatto da Aipo nel 2009, in cui si prevedeva la costruzione di 4 sostegni tra Cremona e foce Mincio, con possibilità di previsione di ulteriori sostegni nelle province di Ferrara e Rovigo. Un progetto il cui costo e' stimato in 2 miliardi di euro. Il nuovo studio prevede un approfondimento sulla qualità delle acque, del trasporto solido, delle interazioni con i consorzi si bonifica. Il tutto sarà corredato da un'analisi costi/ benefici corredata da uno studio economico per valutare le possibili soluzioni attuabili. Per quanto riguarda l'intervento a corrente libera, si prevede invece l'estensione della progettazione a tutto il tratto da Cremona all'Adriatico (attualmente c'è un progetto esecutivo per il tratto Cremona-Foce Mincio).

Tale progetto costerebbe 93 milioni di euro e si concretizzerebbe attraverso la collocazione di barriere artificiali di terra e massi, che indirizzino la corrente. C'e' la possibilità di sviluppare nuove piattaforme logistiche, per promuovere un trasporto multi-modale, nonché per rendere il fiume un vero e proprio corridoio fluviale europeo. «Già nel secondo dopoguerra se ne parlava, ma a quell'epoca la politica scelse di privilegiare le autostrade prima e successivamente i trasporti su ferro» sottolinea Luigi Fortunato, direttore dell'Aipo. «La navigazione è stata sempre la Cenerentola dei trasporti. Speriamo che stavolta si facciano passi concreti. Per ora siamo aperti a entrambe le possibilità di intervento. Teniamo presente che il fiume è morfologicamente malato, ossia sta perdendo le sue forme, e una regimazione potrebbe favorire molto il recupero morfologico del fiume». A spiegare l'interesse dell'Europa per il Po ci hanno pensato i tecnici: l'idrovia padano-veneta è parte integrante del cosiddetto "corridoio 3 Mediterraneo", ossia un tratto fondamentale della rete del sistema idroviario della Comunità europea» spiega Marcello Moretti, tecnico Aipo. «Per capire quale sia per l'Europa l'importanza strategica del Po, basti pensare che per il corridoio 3 è previsto, tra il 2014 e il 2030 un intervento per 3.250.000 euro, di cui 1.300.000 finanziato dalla stessa Ue». «La navigazione del fiume Po è un sogno che tanti amministratori hanno accarezzato senza successo per anni, a causa dei tempi burocratici eccessivi, della carenza di risorse e di tanti altri problemi» ha sottolineato Viviana Beccalossi, assessora al territorio, urbanistica e difesa del suolo della Regione Lombardia, durante la conferenza stampa di presentazione del finanziamento.

«Oggi è cambiato l'approccio politico istituzionale: la concretezza che caratterizza questo progetto è tangibile. Naturalmente è presto per dire quanto costerà e dove troveremo le risorse: si tratta di diverse centinaia di milioni. Tuttavia se l'Europa ha deciso di finanziare gli studi, significa che il progetto è credibile e che ha le possibilità di accedere ai finanziamenti europei. Lo sviluppo di studi co-finanziati dalla Ue, infatti, è premessa per il successivo coinvolgimento di risorse europee anche nella realizzazione dell'opera stessa». Grande soddisfazione anche del presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio, del sindaco di Cremona Oreste Perri e dei presidenti delle Province di Cremona e Mantova, Massimiliano Salini e Alessandro Pastacci, ma anche dei consiglieri regionali Carlo Malvezzi e Agostino Alloni. «E' una grande opportunità per concretizzare il sogno di rendere il fiume navigabile per 365 giorni l'anno» ha sottolineato Malvezzi. A sollevare qualche dubbio è invece il consigliere provinciale Giuseppe Torchio: «Bisogna però ricordare che due anni fa sono stati tolti irrevocabilmente ben 76 milioni di euro dalla Regione Lombardia, legati al progetto di Tencara, e che si vanno ad aggiungere al taglio di altri 130 milioni del progetto delle 13 Province del Po, deciso dal Governo Berlusconi. Dunque ben venga questo progetto, ma non venga seguito il cattivo esempio del passato, opera non dell'Unione Europea ma dei nostri governanti».

di Laura Bosio

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