ATTACCO AL COMUNE - La difesa della Variante al Pgt è a dir poco sfacciata

+ 12
+ 14


Gentile direttore, il Comune di Cremona ha adottato la Variante al piano di governo del territorio, rispetto alla quale le sottoscritte associazioni, sia in forma autonoma che unitaria, hanno presentato nei termini previsti dalla legge numerose osservazioni. Il nuovo strumento è impostato come i precedenti sul consumo di suolo vergine da destinare a nuove edificazioni: sempre lo stesso meccanismo, sempre le solite strategie. L’ostinazione con la quale si difende questa Variante è addirittura sfacciata: la Variante non è stata ancora ancora approvata, ma ci si comporta come se già lo fosse: l’adozione del Piano attuativo di iniziativa privata riguardante l’Ambito di trasformazione A.S.-3.2 Ambito a ovest del quartiere Incrociatello è in “variante al vigente Pgt, ma in conformità con la Variante generale al Pgt”, mentre per la lottizzazione in via Flaminia si è così sicuri che la Variante sarà approvata che le villette sono già in vendita. Pochi giorni fa poi, la Giunta comunale ha espresso i propri indirizzi per controribattere alle osservazioni. Una prassi poco chiara, con indicazioni grossolane che sembrano utili solo a giustificare le bocciature. Immaginiamo una dicitura del tipo “osservazione respinta perché in contrasto con gli indirizzi da noi indicati”, un corto circuito lessicale e tecnico perfetto per non entrare nel merito delle osservazioni. Ci ha lasciato inoltre a dir poco amareggiati il paragrafo in cui si sostiene che “appare sproporzionata l’indicazione di un drastico ridimensionamento delle previsioni di espansione urbanistica su terreni agricoli (anche perché in larga parte si tratta di ambiti di trasformazione previgenti del Pgt 2009 per i quali i diritti edificatori acquisiti non si possono semplicemente annullare)”. A noi appare invece sproporzionata la edificazione già attualmente esistente a Cremona ed illegittima la posizione su cui si fonda il rigetto dell'osservazione: “i diritti edificatori acquisiti non si possono semplicemente annullare”. Sulla questione esiste una recente sentenza del Consiglio di Stato (6656/2012) che asserisce l'esatto opposto. La posizione del Comune non è più retta nemmeno dalla legge, che invece tutela il territorio quale elemento non inesauribile e non i diritti edificatori su cui per anni sono state fondate le strategie di “progresso” della nostra economia, strategie che oggi si stanno dimostrando falllimentari.

Salviamo il Paesaggio, Luci, Circolo Culturale AmbienteScienze, Oltre lo specchio Rete Snoq; Una Cremona, Comitato No Strada Sud, Legambiente, Italia Nostra, CreaFuturo, Wwf; Comitato Beni Comuni, Federazione Verdi

Segnala questo articolo su