Il tempo prolungato passa alle cooperative

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Sei cooperative per gestire il tempo lungo di asili e scuole materne, il Centro prima infanzia e il Centro gioco: questa è la soluzione scelta dal Comune, che gli permetterà di risparmiare, rispetto allo scorso anno, il 30% sul costo del servizio (circa 90mila euro su 280mila). Il progetto sperimentale, dunque, è pronto a partire con l'avvio delle scuole, il 10 settembre, nonostante le polemiche che ne hanno accompagnato l'impostazione.

«Siamo chiamati a far fronte a una situazione che sta velocemente cambiando, e alle esigenze sempre più pressanti di contenere i costi» dichiara Carlo Malvezzi, vice sindaco di Cremona. «Abbiamo voluto, nonostante le ristrettezze economiche, mantenere un servizio al cittadino che si è rivelato molto importante, ossia quello del tempo lungo. Per farlo abbiamo quindi valorizzato un patrimonio cittadino, che è quello delle cooperative di educazione, mantenendo intatta la qualità del servizio e anche del lavoro». Questo si colloca in uno scenario in cui gli enti locali «avranno sempre più il ruolo di controllo dei servizi, e sempre meno di gestione».

Nello specifico, la gestione dei servizi “Tempo Prolungato” (presente nelle 13 strutture comunali: 9 scuole infanzia e 4 asili nido), “Centro prima infanzia” e “Centro gioco” del Settore Politiche Educative, è stata infatti affidata alle cooperative: “Il Cortile”, “Altana”, “Gioc'onda”, “Iride”, “Umana avventura”, “Nazareth”. L’affidamento riguarda l’attività pedagogica e didattica relativa al ruolo dell’insegnamento, sulla scorta del progetto negoziato con il pool delle cooperative affidatarie, che si sono impegnate, nel corso del primo trimestre del 2013, ad unirsi in Ats (Associazione temporanea di scopo). Per il periodo settembre – dicembre 2012, la spesa presunta è di 52.000 euro.

«La normativa attuale non considera tali servizi come essenziali, tuttavia siamo riusciti a mantenerli in essere, a differenza di quanto accaduto in molti altri Comuni» spiega l'assessore . «Ricordo anche che questa operazione al cittadino costerà pochissimo: per il tempo lungo della materna si passa da 24 a 25 euro al mese, mentre per il nido da 27 a 30. Un incremento irrisorio, soprattutto considerando che la copertura del servizio da parte delle famiglie, in termini di costo, è solo del 25% del suo ammontare complessivo».

Le cooperative si impegneranno ad assumere, per lo svolgimento di questi servizi, che prevedono 16 organici, almeno sei dei docenti delle graduatorie comunali.

«La polemica non mi interessa» conclude Alquati, rivolta ai sindacati. «L’Amministrazione si è dimostrata disponibile, convocando una commissione urgente e non sottraendosi al confronto; poi legittimamente ha deciso. Non è una posizione ideologica, ma una scelta politica ed è un diritto, ma soprattutto un dovere, di chi ha il compito di amministrare».

Tanto più, come già sottolineato da Malvezzi, il ruolo del Comune va cambiando. «Siamo partiti da qui, ma si tratta di un cambiamento trasversale che riguarderà tutti i settori amministrativi, con una vera e propria rivoluzione. Ad esempio il piano dei servizi, che stiamo approntando, sarà ripensato in modo sussidiario, con un sistema di servizi che non ricada solo sugli enti locali, ma che coinvolga le varie realtà territoriali. Il dibattito è attualmente aperto sulla revisione del sistema del welfare, e in particolare su Cremona Solidale: come è strutturata oggi rappresenta un costo, in termini di tasse, pari a mille euro al giorno. Queste cose devono cambiare».

di Laura Bosio

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