Menta Piperita (mentha piperita)

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La menta piperita è stata scoperta nel 1696, anno in cui il biologo John Ray, classificando vari tipi di menta, classificò un esemplare (derivato probabilmente da un incrocio naturale di diverse qualità selvatiche) che si distingueva dagli altri per il suo profumo di gran lunga più intenso. Pianta aromatica, rizomatosa, molto resistente, appartiene alla famiglia delle Labiate (Lamiaceae), posta per tradizione sotto il governo di Mercurio (il dio alato messaggero degli dei e “spirito vegetativo” secondo gli alchimisti) ed è caratterizzata dal suo aroma che “vola” e raggiunge rapidamente l'apparato respiratorio facilitandone il lavoro. E' anche influenzata da Giove, pianeta collegato all'apparato digerente e alle sue funzioni che la menta riequilibra e stimola. Ne esistono diverse specie alcune fra queste sono: Mentha acquatica, Mentha arvensis, Mentha citrata o bergamotto, Mentha gentilis, Mentha aurea, Mentha pulegium, Mentha spicata (menta romana), ecc. Essendo una pianta rustica e non esigente, nel linguaggio dei fiori rappresenta la sobrietà e la temperanza e grazie al suo profumo e alle sue proprietà terapeutiche anche la saggezza. E' una pianta che ricresce e fiorisce anche in condizioni avverse, per questo simboleggia anche l'amore che rimane saldo di fronte alle condizioni di difficoltà estreme. Secondo la mitologia greca il nome menta è collegato a quello della ninfa Mintha, così bella che Plutone, dio degli inferi e signore dei morti, se ne innamorò e per lei iniziò a trascurare sua moglie Proserpina, la quale, per vendicarsi, tramutò la bellissima ninfa in pianta e Plutone, che nulla potè per riportarla in vita, le donò come ultimo gesto d'amore il caratteristico e fresco profumo che tutti conosciamo. Un'altra versione racconta che lo stesso Plutone (Ade) innamoratosi di Mintha, ebbe da lei un rifiuto in seguito ad una sua proposta e per lo sdegno di tale rifiuto la tramutò in una pianta fredda, così come la bella ninfa era stata con lui. Ippocrate considerava la menta un afrodisiaco, mentre Plinio ne vantava l'azione analgesica, Ovidio narrava di come i contadini usassero strofinare il tavolo con le sue foglie prima di ricevere ospiti, i Romani la usavano per profumare la persona, gli erbari di un tempo le attribuivano un largo impiego fra cui: influenze, raffreddori, mal di pancia, meteorismo, disturbi gastrici e biliari. I principi attivi sono: flavonoidi, acidi fenolici e triperpeni dall'azione antiossidante, antiinfiammatoria e protettiva delle vie respiratorie, mentolo ( antitosse, antifermentativo, rinfrescante e antispasmolitico). La composizione varia molto secondo origine e coltivazione. Eccellente per bevande e liquori, serve anche per la preparazione di un dentrificio che sbianca e profuma l'alito. La menta è antispastica dell'apparato digerente, decongestionante e balsamica fluidifica le secrezioni dell'apparato respiratorio, favorisce la digestione, sedativa e antiematica la rendono un ottimo rimedio per il mal d'auto, mal di mare e mal d'aria. Le sue proprietà antisettiche e antiinfiammatorie si sono rivelate un valido aiuto per stomatiti ed afte. E' controindicata in casi di: esofagite, ernia iatale, ulcera gastroduodenale, epatiti e in presenza di calcoli biliari.

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