Domenica 23 Nov

La Cantina: il vino sfuso

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Ancora oggi molte persone acquistano vini sfusi che poi imbottigliano. L’acquisto di questi vini può essere legato alla tradizione , al piacere personale, ad un discorso economico, in certe famiglie il consumo di vino è elevato ed il costo va ad incidere sul bilancio famigliare, il vino sfuso può essere di aiuto. Molte persone sono convinte che si possono acquistare vini di qualità sfusi a buoni prezzi. Io da sempre sostengo che il vino in bottiglia è diverso dal vino sfuso, non possiamo pensare di andare a Montalcino e potere acquistare il Brunello di Montalcino sfuso in taniche o in damigiane, nessun produttore vende il Brunello sfuso a pochi euro al litro quando lo stesso vino in bottiglia lo può vendere non meno di 20 euro la bottiglia. Il disciplinare di produzione impone a questo vino come ad altri un periodo di affinamento obbligatorio. Un vino sfuso acquistato a Montalcino può essere un buon sangiovese ma non un Brunello di Montalcino, lo stesso dicasi in altre zone italiane, anche nella nostra Franciacorta quando si acquista un rosso sfuso non è certamente il Curtefranca rosso ma probabilmente un cabernet, o un merlot o una barbera.

Quando si acquista uno sfuso bisogna conoscere bene il produttore, lo sfuso può essere un vino fresco, generoso, da beva, da tavola tutti i giorni, oppure un vino corposo da tenersi in cantina. Il vino giovane da beva lo imbottigliate e le bottiglie tenetele in piedi perche questo è un vino che si consumerà in breve tempo. Il tappo se la bottiglia è predisposta mettetelo pure metallico a corona o un tappo in lattice o un composto. Il vino corposo che acquistate da potere tenere in cantina, abbiate cura di montare un tappo di ottima qualità di sughero paraffinato e le bottiglie tenetele coricate Non risparmiate col vino corposo sul tappo perché questo vi darà soddisfazione, un tappo mediocre o scadente vi può danneggiare in modo irreparabile il vostro vino . Quando si acquista del vino sfuso non abbiate mai fretta di imbottigliarlo, perché il vino ha bisogno di riposare dopo il trasporto almeno dai 10 ai 30 giorni dipende dal tipo di vino. Abbiate cura di chiudere ermeticamente il recipiente che contiene il vino( tanica, damigiana) potete mettere un leggero strato di olio enologico per isolare meglio il vino dall’aria, non utilizzate l’olio di oliva perché questo è soggetto a irrancidire sotto l’azione della luce, dell’ aria o di batteri e di muffe. Quando effettuate il travaso dovete farlo in modo competo, non lasciate mai la damigiana od il contenitore scolmo o a metà. Non spillate dalla damigiana di volta in volta il vino che consumate, perché in questo modo favorite la formazione della fioretta.

Pellicola biancastra che tende a sbriciolarsi e costituisce una delle malattie aerobiche del vino che si sviluppano in presenza dell’ aria. Le bottiglie utilizzate devono essere lavate accuratamente e lasciate ben scolare, fino a quando non sono perfettamente asciutte. Prima di imbottigliare ‘avvinate’ sempre la bottiglia con una piccola quantità di vino, scegliete una giornata serena e non ventosa o piovosa come vuole la tradizione. Ricordiamoci anche che il vino sfuso mosso o frizzante è sicuramente molto più difficile da gestire rispetto ad un vino fermo, perché questo è decisamente più sensibile ad ogni cambiamento climatico o di temperatura e molte volte questo vino si presenta non limpido nel bicchiere. Quando ci si avvicina al vino sfuso bisogna avere una certa esperienza e molta pazienza e non sempre i risultati sono quelli desiderati, perché le variabili sono tante. Il mio consiglio è quello di verificare la qualità del vostro vino in bottiglia prima di proporlo in tavola o prima di regalarlo.

a cura di
Damiano Domenico Palumbo

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