Giovedì d’estate, per molti è stato un flop

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Cremona - Non mancano tuttavia anche i commercianti soddisfatti per le vendite, soprattutto nel periodo dei saldi.
I giovedì d’estate? Per molti commercianti, si tratta di un vero e proprio flop. Che sia colpa della crisi o dell’organizzazione non è ben chiaro, ma la cosa sicura è che diversi commercianti del centro storico ne sono scontenti, in quanto hanno visto deluse le proprie aspettative. «Commercialmente parlando non posso certo dire che l’iniziativa abbia avuto un riscontro positivo per noi» dichiara il titolare del negozio Callas. «Certo, l’afflusso di persone c’è stato, ma non in misura particolarmente rilevante. Sinceramente non so se imputare questo risultato al caldo eccessivo o all’organizzazione delle serate. In ogni caso, non credo che in futuro parteciperemo ancora». Un problema rilevato da diversi negozianti è quello delle bancarelle posizionate lungo le vie del centro, che secondo il parere di molti hanno abbassato il target della clientela. «Siamo stati aperti in questi giovedì d’estate, ma non posso certo dirmi soddisfatta dei risultati» spiega la titolare del negozio Dewi. «Credo che fondamentalmente vi sia un problema di tipo organizzativo: se non si eleva la qualità dei banchetti che vengono messi lungo la via, per noi negozianti non si avranno risultati positivi. I banchi che vengono scelti, infatti, attirano soprattutto persone con scarse possibilità economiche, mentre la maggioranza dei negozi di questa via punta a un target più elevato. Per anni ho fatto l’ambulante, e ricordo che nei mercati di paese si trovavano banchi con qualità molto più elevata di quelli che popolano il centro durante i giovedì d’estate».

Della stessa opinione anche il titolare del negozio Così va il mondo store, secondo cui «le bancarelle non sono una scelta felice: è assurdo associare un target che punta decisamente al medio/basso con negozi che hanno invece un assortimento dedicato a una clientela medio/ alta. Certo, durante i saldi qualcosa in più del solito si è fatto, ma purtroppo di questi tempi un’iniziativa come i giovedì d’estate non porta particolari benefici alle vendite». I problemi sono molti, e per i commercianti cremonesi la situazione è sempre più difficile. «La gente oggi è molto attenta a quello che spende, e vendere non è facile, specialmente a causa della crisi» afferma il titolare del negozio Sensi. «A questo aggiungiamo i problemi che si sono avuti con i residenti, che non ci hanno facilitato le cose. Il bilancio? E’ andata meno bene degli anni precedenti». Per qualcuno è anche una questione di posizionamento: anche quest’anno, infatti, alcune zone, secondo i commercianti, sono state più trascurate rispetto ad altre. «Un vero e proprio flop, per noi» commenta la titolare di Nice. «Purtroppo, poi, corso Mazzini viene un po’ lasciato in disparte. Basterebbe che mettessero qualche bancarella anche qui, o qualche altra attrattiva, altrimenti la gente non passa. Non so se l’anno prossimo ripeteremo l’esperienza». L’organizzazione dell’iniziativa, del resto, presenta alcuni difetti, secondo certi commercianti. «Ad esempio le attrazioni musicali dovrebbero essere meglio distribuite: è inutile concentrarle tutte in piazza e lasciarne pochissime nelle altre vie» spiegano le titolari di Saba Bijoux. «Inoltre sarebbe opportuno lasciare agli esercenti la possibilità di organizzare le iniziative in proprio. Infine c’è il problema delle bancarelle che si trovano lungo la via: si dovrebbe innalzarne la qualità e disporle in maniera più ordinata, in modo che non coprano i negozi, che altrimenti ne vengono danneggiati ».

Anche chi ha avuto risultati positivi è perplesso su alcuni punti, specialmente in merito alle date scelte: la maggiore affluenza, infatti, si ha soprattutto nel periodo dei saldi, mentre nei giovedì di giugno si registra calma piatta. «Questa iniziativa aiuta molto i negozianti a farsi conoscere, anche se eviterei di farlo nelle settimane di giugno, e ne farei uno in più ad agosto» spiega la titolare di Ti. Shop. La pensa così anche la titolare di Nara Camicie, contenta di come sono andate le serate, ma convinta che sia «poco utile iniziare i giovedì d’estate a giugno; meglio farli partire direttamente a luglio». Il titolare di Tè per due è invece convinto che «I giovedì d’estate funzionano, purché li si sappia sfruttare bene. C’è poi da dire che a livello economico le cose non cambiano più di tanto: purtroppo i soldi della gente non sono molti, e se si vende al giovedì sera, giovedì mattina e venerdì c’è il deserto». Soddisfazione anche dal negozio Z e da Max Uomo, dove però si rileva che quest'anno la crisi si sente molto di più rispetto agli anni scorsi. Ma qualcuno è decisamente contento. E' il caso del titolare di Liu Jo, Joy Woman, Max & Co, secondo cui «si tratta di un'iniziativa da ripetere. Vista la crisi che stiamo vivendo, ben vengano questi momenti, che aiutano molto noi commercianti». Dello stesso parere anche la titolare del negozio Rinascimento e di Morandi. Purtroppo, qualcuno si appresta a chiudere i battenti, anche se i giovedì d'estate sono andati abbastanza bene: è il caso del negozio Prima Classe. «Tutto va a rotoli. Noi ad esempio stiamo chiudendo il negozio, perché così non si riesce più ad andare avanti: i costi degli affitti a Cremona sono decisamente troppo alti, e se a questo si aggiunge un calo delle vendite notevole, è chiaro quanto diventi difficile far fronte a tutte le spese. Così ci tocca chiudere, e come noi presto chiuderanno molti altri. Il centro di Cremona si sta svuotando inesorabilmente».

di Laura Bosio

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