Crema - Bergamaschi: «Meno pass per il centro»

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Sistemare i “sampietrini” killer? Non ci sono i soldi. Allora, forse un rimedio c’è, a costo zero: meno auto in città.
L'incidente occorso a un negozio del centro storico ha aperto la questione della sicurezza della pavimentazione in porfido, una questione che, come vedremo, richiede un ripensamento del modo di vivere il cuore della città, una riflessione che ha cominciato a interessare la stessa amministrazione comunale. La distesa dei “sampietrini”, che occupa il centro di Crema, non gode di ottima salute: col tempo, le condizioni climatiche e il traffico, le fessure tra un blocco di porfido e l'altro si sono allargate, rendendo instabile il percorso. A riportare l'attenzione sulla necessità di un intervento riparatore ci ha pensato il danno rimediato da una vetrina in via Cavour, provocato da un “sampietrino” schizzato contro il vetro per colpa di un'auto di passaggio. In quel preciso momento, nessuno si trovava sulla traiettoria, altrimenti si sarebbe rischiato grosso. Quanto capitato in via Cavour, però, è solo la conferma più evidente di una situazione riscontrata anche in altre zone del centro, come in piazza Premoli, ad esempio, dove pure il porfido presenta problemi di stabilità. In quest'ultimo caso, non ci sono vetrine da proteggere ma vi transitano molte persone, per via del parcheggio e delle numerose automobili di passaggio. Per risolvere il problema, occorrerebbe un intervento su larga scala ma come sempre, negli ultimi tempi, è tutta una questione di soldi. Il bilancio comunale piange. Per la manutenzione delle strade, il bilancio 2012 prevede uno stanziamento di appena 5mila 500 euro, di cui 3mila sono già stati impiegati.

Rimane ben poco, in particolare per una città come Crema, ma questo non significa che, già prima dell'incidente, l'assessore ai Lavori pubblici, Fabio Bergamaschi, non avesse iniziato ad affrontare il problema. «Basta passeggiare per il centro storico, per accorgersi che la situazione non è ottimale, anche se va detto che i casi di pericolo sono limitati ad alcune zone. Con le risorse che abbiamo a disposizione, però, si può fare ben poco. La soluzione più immediata sarebbe quella di recuperare qualche migliaia di euro tra quelli stanziati per le asfaltature ma saremmo di nuovo alle solite: togliere soldi da una parte per metterli da un'altra. I soldi sono sempre quelli e non è che la sistemazione delle strade in asfalto sia meno urgente, soprattutto in periferia». La pavimentazione in porfido non era stata pensata per essere adatta al traffico automobilistico, mentre ora le auto in transito per il centro sono davvero tante. Pensare a una sorta di isola pedonale è fuori questione ma l'amministrazione comunale starebbe considerando un'altra ipotesi: «In questo periodo, mi è capitato sotto mano il dato relativo al numero di accessi automobilistici in centro”, riprende l'assessore, «e devo dire che mi ha colpito. Si tratta di un numero considerevole e questo ci suggerisce che, probabilmente, la politica dei permessi di accesso andrebbe rivista, valutando se in passato non si sia stati un po' di manica larga nelle concessioni. Vedremo se sarà il caso di intervenire in questa direzione».

di Gionata Agisti

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