Mercoledi 17 Set

Firme per abolire alcuni costi della politica

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In molti si sono già recati presso SpazioComune di Cremona per aderire alle tre iniziative di raccolta di firme, sui cosiddetti “costi della politica” e sulla questione del  raggiungimento del quorum nei referendum. In particolare, l'iniziativa denominata “Quorum zero” ha raccolto circa 200 firme, 425 quella sull'indennità dei parlamentari, e 330 quella legata ai finanziamenti della politica. Non per tutti, però, è chiaro cosa siano queste raccolte di firme. Vediamo di spiegare meglio.

Quorum Zero. E' la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a eliminare  il quorum nei referendum e a migliorare, quindi, secondo i promotori, gli strumenti di democrazia diretta. Il gruppo “Quorum zero", di cui fanno parte anche diversi gruppi politici, tra cui il Movimento Cinque Stelle, sostiene che “rafforzando i diritti di iniziativa e referendari, le norme proposte avranno l’effetto di realizzare un effettivo controllo democratico da parte dei cittadini sulla politica rappresentativa, attribuendo loro un nuovo e più attivo ruolo e instaurando un rapporto più corretto fra partiti, istituzioni e cittadini».

In sintesi, la proposta prevede: l'abolizione del quorum dai referendum (chi si reca alle urne decide; chi sta a casa, delega coscientemente la decisione ai suoi concittadini); la regolamentazione della petizione, l'istituzione del mandato e revoca (permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto, sia a livello locale che statale); l'eliminazione dell'indennità dei membri del parlamento (sono gli elettori, in fase di consultazione ad indicare quanto percepiranno i parlamentari che li rappresentano); l'introduzione della funzione legislativa e l'iniziativa delle leggi (dare l’opportunità ai cittadini in quanto popolo sovrano di proporre leggi), l'iniziativa di legge popolare a voto parlamentare e a voto popolare (non sarà più possibile vanificare le leggi di iniziativa popolare a voto parlamentare); il referendum confermativo e obbligatorio (ossia che ogni legge elaborata dal parlamento se i cittadini lo desiderano, con regole precise e un adeguato numero di firme, possa essere posta a votazione di tutta la cittadinanza); il referendum propositivo; la messa a disposizione di spazi pubblici gratuiti per la discussione delle iniziative e referendum. La raccolta delle firme, presso SpazioComune, è terminata martedì 17.

Riduzione degli stipendi dei politici. Il quesito referendario, promosso dal “Comitatodelsole” e dal Movimento popolare, prevede la “abrogazione parziale della legge 31 Ottobre 1965 n.1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento». In particolare, si chiede che la legge venga abrogata in alcuni punti in particolare, in cui si prevedono: un rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza; la diaria a titolo di rimborso spese di soggiorno a Roma; le quote di aggiunta di famiglia; gli aumenti periodici di stipendio; i vari privilegi che continuano anche successivamente al periodo di durata dell'incarico.

Con  l’abrogazione della disposizione di cui al comma 2 della legge 1265, n. 1261, ai parlamentari non verrebbe più corrisposta la “diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Resta comunque ferma la corresponsione dell’indennità disciplinata dall’art 1 della predetta legge. L'indennità che si vuole abrogare è pari  a 48.000 euro all'anno per ciascun parlamentare.  La raccolta firme prosegue fino al 26 luglio presso Spazio Comune.

Abrogazione dei rimborsi elettorali ai partiti. L'Italia dei Valori ha proposto un quesito referendario per abrogare l'attuale legge sui rimborsi elettorali ai partiti. Esso prevede due quesiti referendari in cui si chiede l'abrogazione delle seguenti leggi (o parti di esse) che prevedono i finanziamenti ai partiti: legge 18 novembre 1981 n. 659, legge 8 agosto 1985, n. 413, legge 10 dicembre 1993, n. 515, legge 23 febbraio1995, n. 43, legge 3 giugno 1999, n. 157. A questi si aggiunge una proposta di legge di iniziativa popolare, che rappresenti una revisione dei meccanismi di finanziamento pubblico dei partiti. «Non riconoscere rimborsi ai partiti, in questo momento in cui vivono una fase di involuzione e decadenza in cui si è perso“tra l’altro il senso del limite”, secondo le parole di Napolitano, ha una funzione non demagogica, ma profondamente etica, che può consentire alla politica una possibilità di rigenerazione» scrivono i promotori. La proposta di legge  si compone di un unico articolo che abroga tutte le disposizioni nelle quali viene riconosciuto un rimborso elettorale ai partiti, in occasione di elezioni per il rinnovo della Camera, del Senato, del Parlamento europeo, degli organi regionali e di consultazioni referendarie. Per questa raccolta firme è possibile recarsi a SpazioComune a Cremona».

di Laura Bosio

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