Giovedi 25 Dic

In breve

Mantova: ordigno esplode davanti a casa del pm antimafia. Subito la scorta

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Mantova si è svegliata con l’incubo della criminalità organizzata. Nella notte tra martedì e mercoledì una bomba è stata fatta esplodere davanti alla casa del sostituto procuratore Giulio Tamburini, 54 anni, che è anche distaccato per la Dda di Brescia e si occupa di delicate indagini sulla criminalità organizzata. Verso le due, il magistrato con la moglie e i due figli sono stati svegliati dal boato causato da un ordigno artigianale collocato sotto il cancello (scardinato dall’esplosione). Secondo quanto comunicato dal procuratore mantovano Antonino Condorelli, la bomba sarebbe stata fabbricata con polvere pirica e, soprattutto, senza timer. Quindi, con probabile innesco manuale, l'attentatore deve essersi avvicinato alla casa del pm. Illeso comunque il magistrato e la sua famiglia, ma danni ingenti sono stati rilevati all’abitazione, tra calcinacci e frammenti di vetro che avrebbero sfiorato uno dei figli di Tamburini mentre rincasava pochi secondi prima dell'esplosione.
Subito, sul posto, si sono recati i carabinieri e il magistrato di turno. Delle indagini sull'ordigno, un tubo di plastica pieno di polvere da sparo, sono stati incaricati i Ris di Parma. «Un atto gravissimo che non ha precedenti in tutto il Nord Italia, la modalità dell'attentato esclude che possa trattarsi di un gesto isolato», ha commentato il procuratore generale di Brescia, Guido Papalia. E’ stata convocata d’urgenza una riunione d’urgenza del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, durante la quale è stato deciso di fornire la scorta a Tamburini e misure di protezione per la sua famiglia.
«Non possiamo avere risposte finché non indivdueremo gli autori» ha fatto sapere il procuratore bresciano. Ma anche se gli investigatori non escludono alcuna matrice, la pista più accreditata sarebbe quella della criminalità organizzata, che a Mantova, come in altre zone del Nord Est (leggi l’articolo), sta alzando la testa. Da tempo Tamburini è titolare di indagini che, fra le altre cose, riguardano anche la criminalità organizzata, da quella di etnie straniere, soprattutto di provenienza indiana, fino a singoli procedimenti riguardanti minacce e aggressioni riferite a cittadini italiani e stranieri.
«Viene da pensare a qualcuno che non solo abbia voluto aggredire, ma anche lanciare un messaggio alla Procura - ha soggiunto Papalia. - Tanto più in un territorio come quello mantovano, dove ultimamente si sono registrati numerosi episodi di incendi e danneggiamenti ai danni di imprese dell'edilizia. Una modalità di gruppi mafiosi per intimidire la concorrenza, che ha dato motivo alla magistratura di alzare al soglia di attenzione».

mi.sco.

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