Mercoledi 03 Set

Smog: veleno per i polmoni dei nostri figli

+ 13
+ 8




alt
Le patologie respiratorie dei bambini sono sempre più frequenti sul nostro territorio, ed è sempre più evidente il rapporto dell'insorgere di tali patologie con l'inquinamento, che nel nostro territorio è particolarmente elevato.

Una situazione cui prestano attenzione le autorità sanitarie locali, e in particolare la Asl, che a questo proposito ha recentemente svolto  un'indagine conoscitiva tra la popolazione. «L’obiettivo dell’indagine contemplava in primo luogo la sensibilizzazione degli operatori allo sviluppo di percorsi di prevenzione e monitoraggio periodico dei fattori di rischio per malattia respiratoria, successivamente una fase di educazione sanitaria mirata in favore delle famiglie» spiega Raffaello Stradoni, direttore sanitario della Asl di Cremona. «Lo scopo è, naturalmente, ridurre l'incidenza della patologia».

L'inquinamento è quindi individuato come una delle cause principali di queste malattie, le più comuni tra i bambini e il motivo principale di assenza scolastica e di richiesta di visita pediatrica.

«L’immagine della rilevazione dell’inquinamento nella Pianura Padana da anni sta circolando in rete e in numerosi articoli, descrivendo molto bene come tutta l’area sia gravata dal problema» si legge nel rapporto. «Questa immagine ci parla chiaramente di una situazione che richiede l’attenzione di tutti; l’attenzione della popolazione però è frammentata e spesso non supportata dalla conoscenza delle fonti di emissione di tutti gli inquinanti. La mancanza di consapevolezza verso i processi di produzione degli inquinanti atmosferici, l’assenza di diffusione della cultura su stili di vita e riconoscimento delle fonti inquinanti indoor connessi all’incremento delle patologie respiratorie, porta ad una sostanziale incapacità dei cittadini ad autodeterminare e scegliere il meglio per la salute abbandonando o modificando comportamenti che influiscono negativamente sulla qualità della vita e dell’aria anche in un’ottica di benessere di comunità».

In particolare il traffico veicolare rappresenta una delle principali fonti di rischio, come sottolinea Giovanni Fasani, noto pediatra di famiglia. «Una delle cose che vogliamo trasmettere ai genitori è la necessità di prestare particolare attenzione ai potenziali danni prodotti dall'inquinamento da traffico sull'apparato respiratorio dei loro figli. Ricordiamo, del resto, che molti dei genitori sono i primi a eccedere nell'uso dell'auto, e lo testimoniano i risultati della nostra indagine: sono infatti molti i genitori che portano i figli a scuola in auto, anche se l'80% di essi abitano a meno di 5 chilometri dalla scuola, e il 40% a meno di un chilometro». Quindi, anche per spostamenti su brevi distanze si ricorre all’utilizzo dell’auto privata.

«C'è molta confusione tra i genitori, come emerge dai nostri questionari, in merito alla concentrazione di inquinanti nelle zone in cui vivono» spiega ancora Fasani. «Sarebbe quindi opportuno educarli a verificare e ad informarsi sulle concentrazioni giornaliere degli inquinanti, dati ormai facilmente reperibili su siti specifici con la possibilità di ottenere informazioni dettagliate sul proprio comune di residenza; questo è particolarmente importante nelle famiglie con soggetti a rischio, in cui la verifica della situazione degli inquinanti atmosferici è utile per programmare l’attività fisica all’aria aperta e per educare a comprendere la variabilità dei sintomi con il variare dei livelli degli inquinanti presenti».

Il pericolo, tuttavia, non è solo all'esterno. Anzi. Secondo dati consolidati, l'inquinamento indoor (ossia nei luoghi chiusi) è decisamente più rilevante di quello outdoor, come sottolinea Stradoni, secondo cui «nei luoghi chiusi è sempre meglio tenere le finestre aperte». Una importante causa di asma e patologie respiratorie sono le temperature domestiche (e delle scuole), che spesso risultano troppo alte, come sottolinea ancora Fasani. «Il fumo è un altro grande imputato: il 16,4% dei bambini vive in una famiglia in cui c'è almeno un fumatore».

Si pensa quindi alle strategie di prevenzione, che devono andare nella direzione di una riduzione drastica dell'inquinamento. «Spesso i cittadini dimenticano che sono i nostri stili di vita ad influire per la maggior parte sulla salute, la notevole diffusione di informazioni sanitarie e di monitoraggio ambientale non sempre è accompagnata da una valutazione complessiva delle esposizioni ad inquinanti e delle abitudini e degli stili di vita famigliari creando non poche aspettative verso soluzioni istituzionali del problema» fanno sapere i vertici Asl.

«L'inquinamento veicolare è il primo fattore su cui bisogna agire, imparando a lasciare a casa l'auto ogni qualvolta sia possibile» spiega ancora Stradoni. «Sappiamo benissimo che la Pianura Padana presenta una situazione di fondo che è difficile modificare senza cambiamenti sostanziali, ma ognuno può fare qualcosa per sé e per la collettività. Per questo si invitano i genitori a prediligere delle modalità di trasporto alternative, ogni qualvolta sia possibile.

Una corretta educazione sanitaria richiede l’impegno di più attori a vari livelli istituzionali e una capacità di analisi critica delle aree di miglioramento personali perché troppo spesso non ci si assume la responsabilità che deriva dai nostri comportamenti individuali»

di Laura Bosio 

Segnala questo articolo su


Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
piccolo | grande

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy