Critiche Pdl alla Bonaldi. E sull’economia, «è già buio pesto»

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CREMA -Zero strategia e poche idee, ma soprattutto confuse. E’ questo il sunto del programma elettorale che Stefania Bonaldi ha presentato alla città di Crema e che ha incassato giovedì in consiglio comunale la fiducia del centro sinistra, del moviment o C i n q u e S t e l l e e l’astensione di Antonio Agazzi e della civica “Solo cose Buone per Crema” (ex lista Agazzi). Il Pdl ha preferito non partecipare al voto. Proprio dai banchi del Popolo della Libertà, si sono alzate le critiche più dure nei confronti del sindaco per un programma che non tiene in considerazione, come dovrebbe, il mondo del lavoro ed in particolare delle imprese. «Un programma che manca di strategia» dicono all’unisono Laura Zanibelli, Renato Ancorotti e Simone Beretta. Ciò che è emerso dal tono degli interventi dei berlusconiani è che la Bonaldi sembra stia sviluppando un sistema di materassi per parare i colpi della crisi piuttosto che dei trampolini per il rilancio della nostra economia. «Non è di competenza del comune, creare posti di lavoro e rilanciare il territorio» dicono i suoi alleati. «Il comune deve essere un perno strategico dei progetti per lo sviluppo » ribattono quelli del Pdl. La Provincia di Cremona, che ha le competenze inerenti le politiche attive e passive del lavoro - ha spiegato la capogruppo Pdl, Zanibelli - non è nemmeno citata del programma. Anche il consigliere Renato Ancorotti sottolinea: ci vorrebbe un tavolo di raccordo con l’amministrazione provinciale per un accordo di sviluppo territoriale in collaborazione con altri enti. U n a l t r o c r u c c i o dell’imprenditore cremasco è la debolezza della parte inerente la burocrazia che soffoca il mondo delle imprese. Lo Sportello unico delle attività produttive nel programma della Bonaldi è citato timidamente. Un errore. Non voglio dire che lo sportello sia assolutame n t e f o n d ame n t a l e -chiosa Ancorotti - ma è di sicuro aiuto per chi vuole fare impresa e deve districarsi tra dichiarazioni e moduli. Ne esiste già uno alla Camera di commercio a quanto pare, ma va potenziato e sviluppato. «La Bonaldi non dice né come né quando. L’idea sarebbe darlo a Reindustria». Anche il ruolo della società consortile che dovrebbe servire per il marketing territoriale entra nel dibattito sul mondo delle imprese. Bisogna aver chiaro – spiega la Zanibelli – che sia Reindustria, sia Crema Ricerche possono esercitare un ruolo di volano che esige un nuovo passo rispetto al passato. E l’università ed il mondo della scuola, opportunamente coinvolte in continuità con il passato, possono dare spinta all’innovazione, e alla qualificazione per rispondere fattivamente alle esigenze del mondo imprenditoriale. Dello stesso avviso il consigliere Ancorotti: va favorito un rapporto costante tra aziende e mondo della scuola per la definizione di progetti e implementazione di corsi, capaci di creare nuova occupazione. La sensazione, in casa Pdl, è che la Bonaldi stia, soprattutto per quanto riguarda le imprese ed il mondo dell’economia, brancolando nel buio.

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