Domenica 23 Nov

Caldo e salute: il vero nemico è l'umidità

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Morire di caldo? Può non essere solo un eufemismo. Le temperature elevate di questi giorni, infatti, stanno moltiplicando il numero dei malesseri dovuti al caldo. Secondo i dati del pronto soccorso gli accessi legati a queste problematiche, prevalentemente colpi di calore, sono tra i 10 e i 12 ogni settimana.

«I primi a risentire delle alte temperature sono quei soggetti che già hanno un equilibrio instabile» spiega il dottor Antonio Cuzzoli, direttore del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Cremona. «Siamo quindi in uno stato di allerta, che coinvolge tutti quei soggetti già sofferenti, come bambini piccoli, anziani, ma anche persone con malattie gravi, o che comunque presentano condizioni di salute precarie (malati oncologici, pazienti cardiologici, pazienti respiratori). Siamo allertati anche con la prefettura, e ci si sta preparando per affrontare la stagione calda in coordinamento con tutte le autorità. A questo proposito stiamo facendo delle riunioni tecniche per rispondere al meglio alle emergenze: il coordinamento territoriale è importantissimo.

Ma il vero problema non è il caldo in sè, ma l'umidità che lo accompagna, e che nelle nostre zone è decisamente elevata. Essa è la vera responsabile del colpo di calore, che è poi il problema più diffuso in questi tempi. Il nostro organismo reagisce meglio al caldo secco, perché ci permette di abbassare la temperatura con il sudore, mentre l'umidità ostacola la dispersione di calore».

Quali sono i sintomi del colpo di calore?

«Esso, come dicevo, è legato all'umidità elevata. Si manifesta con un'elevata frequenza cardiaca, aumento della respirazione, volto arrossato e pelle calda. Nei casi più estremi si può arrivare allo shock e alla perdita di coscienza».

Cosa bisogna fare in questi casi?

«La prima cosa indispensabile se una persona si sente male per il caldo è chiamare il 118. Nell'attesa, tuttavia, non bisogna restare con le mani in mano, e un intervento tempestivo può rivelarsi fondamentale. Innanzitutto bisogna raffreddare l'ambiente in cui ci si trova, o comunque spostare la persona in un luogo fresco e ventilato. E' fondamentale liberare il soggetto dagli indumenti, che ostacolano il raffreddamento del corpo. Per velocizzare tale raffreddamento si può utilizzare dell'acqa fresca o degli indumenti bagnati. Infine, è importante cercare di mettere il soggetto in posizione seduta o sdraiato, e sollevargli le gambe. Se la persona è cosciente è bene farla bere bevande fresche e non alcoliche, ma se è in perdita di coscienza non va forzata a bere».

Come viene seguito il paziente una volta giunto in pronto soccorso?

«Viene preso in consegna dagli operatori nell'area di triage, dove ne vengono valutati i parametri. Esso verrà soccorso immediatamente se le condizioni sono di particolare gravità. Anche in caso contrario, comunque, dovrà attendere poco e sarà comunque tenuto sotto attiva sorveglianza. Esso dovrà essere idratato e rafreddato, nonché trattato in maniera più tecnica laddove si presenti uno stato di shock».

Per quale motivo si sta male con il caldo?

«Più che il caldo, il vero nemico è l'umidità, che impedisce la sudorazione corretta. Essa ostacola la perdita di calore del corpo. Inoltre si perdono liquidi e sali minerali».

Esiste una forma di prevenzione?

«Vi sono delle regole da seguire per evitare problemi, a partire dall'alimentazione. Le bevande alcoliche sono da evitare, così come il caffè, che va consumato con molta moderazione, soprattutto se le temperature superano i 33-35 gradi.

Per il resto consiglio a tutti di bere tanta acqua, tè e succhi di frutta, non troppo freddi. Bisogna introdurre nel proprio organismo almeno due litri al giorno di liquidi, salvo diverse indicazioni mediche. Allo stesso tempo è fondamentale consumare molta frutta e molta verdura. Sono tutti sistemi per impedire al corpo di disidratarsi. L'esposizione al sole va evitata nelle ore più calde della giornata, mentre si può uscire nelle ore più fresche, ossia la mattina preseo e la seconda serata.

La difesa dal caldo passa anche dal consumo di cibi freschi, poco calorici, mentre sono da evitare quelli grassi e lunghi da digerire. Anche i gelati possono essere utili, perché apportano la giusta dose di zuccheri, sono di rapida digestione e rinfrescano. Bisogna evitare di indossare abiti troppo stretti, e restare quanto possibile il luoghi con aria condizionata».

Si può morire per il caldo?

«Se si arriva allo stato di shock il rischio c'è. Per questo motivo bisogna in tutti i modi evitare di arrivare a questa condizione. E' uno stato di sofferenza dell'organismo estremo, in quanto si verifica un collasso cardiocircolatorio vero e proprio».

di Laura Bosio

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