Casalmaggiore: Lanterna del Duomo, corsa contro il tempo

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La voce più inquietante, al termine del sopralluogo, è quella secondo la quale “con un’altra scossa forte, la lanterna potrebbe anche staccarsi del tutto”. Forse può sembrare un po’ forte, in realtà ha un fondo di verità consistente. Il Duomo di Casalmaggiore, e la sua lanterna per la precisione, come Santa Barbara a Mantova? Il paragone non è poi così forzato e la premura con la quale gli operai si sono messi all’opera è testimone di una situazione non proprio serena. Santa Barbara, presa in mezzo nel confronto, dopo la prima scossa delle ore 9 di martedì, aveva perso stabilità, subendo poi un vero e proprio crollo con il terremoto dell’ora di pranzo. A Casalmaggiore, per il momento, siamo ancora alla fase uno e si vuole scongiurare un drammatico seguito. Ieri mattina la ciclopica gru della Danese, ditta di Campitello di Marcaria, è arrivata alle ore 6.30 in piazza Marini, ma le operazioni di sollevamento, imbragatura e controllo sono iniziate solo alle 9.45: tre ore necessarie per le doverose precauzioni del caso e per valutare quali addetti ai lavori potessero salire fino in cima, sulla balaustra della lanterna.

Oltre al muratore casalese Giovanni Pagliarini, che ora si farà carico della parte materiale dei lavori che tra poco sveleremo, anche don Achille Bonazzi, responsabile del patrimonio artistico della curia cremonese, e il geometra Stefano Busi, hanno “preso l’ascensore” per verificare da vicino il danno. Il parere finale è arrivato da loro e dall’ingegnere Aldo Gerevini: «Due capitelli - ha spiegato Busi - sono danneggiati, uno anteriore e l’altro posteriore. Non solo, la rotazione conseguente allo sciame ha di fatto staccato una parte della base d’appoggio». Il che, tradotto, significa che il rischio di caduta anche parziale, in caso di nuove scosse, è concreto. Per questo i lavori sono partiti già nel primo pomeriggio di ieri: una decisione presa per direttissima, che porterà ora a una prima sistemazione preventiva. La lanterna, traslata di qualche grado rispetto all’asse originario, sarà infatti cinta con fasce metalliche, che consentiranno la messa in sicurezza della struttura, mentre i due capitelli danneggiati saranno imbragati. Una soluzione temporanea, in attesa che lo sciame sismico cessi: solo a quel punto, con le zolle “congelate” e non più in movimento, si potrà pensare ad un vero e proprio restauro definitivo.

Quanto ai tempi di riapertura del Duomo di Santo Stefano, don Achille ha spiegato che la posa di una rete impedirà ai calcinacci di cadere al suolo, il che dovrebbe consentire al Duomo di ospitare le cerimonie religiose già da domenica.

di Giovanni Gardani

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