L'aeroclub lascia il migliaro. «Nessun futuro per la struttura»

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Dopo quasi cinquant'anni di gestione, l'Aeroclub abbandona l'aeroporto del Migliaro: una decisione sofferta ma inevitabile alla luce delle richieste elaborate nel bando della Provincia recentemente pubblicato, che prevede tra le altre condizioni anche un aumento dell'affitto del sito del 400%. «Siamo nella struttura dal '64 - afferma il presidente dell'associazione Angelo Castagna - eppure non ci è stata data nessuna priorità, perché il bando è pubblico. Possono partecipare tutte le società che abbiano le stesse caratteristiche, ovvero che siano no profit e iscritte al Coni. Devono avere la possibilità di poter sostenere i costi di gestione e mantenere i servizi totalmente gratuiti, come abbiamo fatto noi finora».

A far prendere al Consiglio direttivo la decisione definitiva di non partecipare al bando è stato l'aumento, giunto a sorpresa per la società, della richiesta del canone d'affitto dagli attuali 18.500 a 69.500 euro. «La revisione del canone era già stata discussa nei due anni precedenti, ma non si era mai parlato di tali cifre ed ora troviamo il bando su internet con un importo largamente superiore alle nostre possibilità, come dimostrano i registri che abbiamo presentato all'amministrazione provinciale. Eppure nei precedenti incontri le autorità provinciali, comunali, della Camera di Commercio e della Prefettura ci tenevano a sottolineare l'importante ruolo dell'aeroporto del Migliaro e la necessità per la città di mantenerlo in vita».

La società denuncia, in particolar modo, la mancanza di comunicazione da parte dell'amministrazione provinciale: «Negli incontri precedenti ci eravamo offerti di raddoppiare il canone, ma non abbiamo ottenuto risposta. Giovedì abbiamo invece visto il bando, già su internet anche se non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. In questo modo all'Aeroclub sono stati dati appena 25 giorni o per trovare le risorse e partecipare, oppure per smantellare ogni attività in corso: abbiamo dovuto optare per la seconda soluzione. Non ci hanno nemmeno dato il tempo di smantellare l'attività. La concessione scade il 30 di giugno, siamo tenuti a consegnare le chiavi entro il 1 luglio. Entro quella data quindi dobbiamo licenziare tutti e sette i dipendenti  e pagare i debiti vendendo i beni dell'Aeroclub».

Senza la partecipazione della società che l'ha gestito per quasi mezzo secolo, secondo Castagna è facile prevedere un futuro ben poco roseo per la struttura: «Non c'è possibilità che qualcun altro possa sostenere tali cifre, nessun'altra società italiana paga così tanto. Abbiamo consegnato un report alle autorità provinciali che documenta le cifre richieste dalle altre strutture italiane. L'aeroclub che paga di più è quello di Bresso, gestito da una società milanese che conta 700 soci e paga 49.000 euro di canone annuo. Quello che paga meno è perfino sotto ai 20.000 euro. Chi gestisce il sito da quest'anno avrà il compito della manutenzione ordinaria, ma anche di quella straordinaria. Bisognerà rifare i tetti degli hangar che sono in eternit, a breve andrà rifatto anche il manto delle piste. L'amministrazione provinciale pare nascondere la volontà di non considerare l'importanza dell'aeroporto e scaricare su altri la responsabilità della chiusura» Con una manciata di giorni per lasciare l'aeroporto del Migliaro, anche il futuro della società appare incerto: «Rischiamo il fallimento; i creditori ci devono dare il tempo di vendere. A rimetterci comunque saranno in primis i cittadini, che perderanno un sito di attività ricreativa sana e pulita, nonché una scuola di volo che ha avuto tra i suoi allievi qualche decina di piloti che hanno fatto carriera e che sono tuttora piloti di linea. Non si tratta di far divertire un paio di appassionati; i nostri servizi, oltre alla scuola, comprendono anche l'assistenza ai voli, i servizi di rifornimento, gli scali per la protezione civile. La preoccupazione primaria dovrebbe essere, anche per le amministrazioni locali, il futuro dei sette dipendenti che si ritroveranno senza lavoro».

Secondo il presidente dell'Aeroclub, insomma, il rilancio del Migliaro non è mai apparso così improbabile: «Dubito che qualche società parteciperà al bando. A questo punto, l'aeroporto è destinato a chiudere».

di Martina Pugno

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