Mercoledi 26 Nov

L'avvocato Sergio Fiori: «Salvare il tribunale? Una difesa corporativa»

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Abbiamo incontrato l’avvocato Sergio Fiori, incuriositi da un suo commento a margine della recente manifestazione a difesa del tribunale promossa dall’Ordine degli avvocati, dal quale pareva trasparire un suo parere favorevole alla chiusura del tribunale di Crema. Siamo entrati brutalmente in argomento. 

E’ vero che lei è favorevole alla chiusura del tribunale di Crema? 

«Per niente! Anzi per quel che mi riguarda sono addirittura favorevole all’apertura di una sede distaccata dello stesso. Possibilmente a Campagnola Cremasca, nel quartiere “cantù delle cavre”. Io vivo lì». 

Cosa è, una provocazione? 

«No, un’eresia. Siamo seri: dipende sempre dalla prospettiva dalla quale si guardano le cose. E’ evidente che come singolo vorrei un tribunale sotto casa, e un ospedale, una scuola, magari una qualche sede distaccata di università, lo stadio…. E’ poi evidente che come avvocato con studio in Crema l’ultima cosa che posso desiderare è la soppressione del nostro tribunale. Come cittadino di questa zona, anche. Ma il problema è un altro». 

Quale? 

«Tutte queste cose costano e quindi il vero problema è di vedere se possiamo permettercelo. Nulla cade dal cielo; il costo di ogni servizio, inevitabilmente, si trasforma in qualche frazione percentuale di imposte in più e a spese di tutti i cittadini contribuenti. E’ per questo che alla fine mi pare di poter concludere che, al di là delle operazioni cosmetiche con le quali si “imbellettano” le varie prese di posizione, quella “ufficiale” degli avvocati cremaschi sia in realtà una difesa corporativa di basso profilo ». 

La sua è un’opinione diametralmente opposta a quella espressa dal presidente del Consiglio dell’Ordine che anzi ha rivendicato l'impegno per la sopravvivenza del tribunale di Crema come una difesa in nome del popolo. 

«Sì, andiamolo a raccontare agli operai che fanno fatica a tirare la fine del mese e si trovano a fare i conti con un carico fiscale già insopportabile che gli avvocati difendono la sopravvivenza del tribunale di Crema non per il proprio interesse individuale e di categoria, ma a difesa del “popolo”….». 

Non vorrà negare, però, che l’eventuale soppressione del nostro tribunale significherebbe un maggior costo e una maggiore scomodità per i cittadini che abbiano necessità di servirsene e che dovrebbero affrontare una trasferta altrove. 

«Appunto. Per i cittadini che ne abbiano necessità, non per tutti. Mi dica quante sono le persone che in un anno, per un qualunque motivo, hanno necessità di usufruire dei servizi del tribunale? Quante, in percentuale sugli abitanti del territorio di competenza? Certo, sarebbe un onere maggiore per costoro, ma… per un servizio di cui usufruiscono, e senza ormai intollerabili e generalizzati aumenti di imposizione a carico di tutti. Vede, siamo sempre tutti d’accordo sul fatto che bisogna “tagliare” la spesa pubblica quale presupposto necessario per una diminuzione dell’imposizione fiscale, ma a condizione che i tagli riguardino gli altri e non noi…». 

Però il volantino distribuito a cura dell’Ordine degli avvocati elencava molti casi per i quali sarebbe necessario affrontare una onerosa trasferta nel caso di soppressione… 

 «Certo, molte sarebbero le situazioni per le quali si renderebbe necessaria una trasferta per questioni connesse con la giustizia, ma non drammatizziamo. Con un po’ di buona volontà e fantasia molti servizi comunque potrebbero essere erogati in loco. Perché mai nell’era di internet qualcuno ritiene sia necessario andare físicamente in tribunale per ottenere un certificato penale? Cosa impedisce di fornire il servizio attraverso una convenzione con i comuni? Il cittadino del “cantù delle cavre” di Campagnola Cremasca non avrebbe nemmeno necessità di allontanarsi dal proprio paesello… A proposito, l’intervento che più ho apprezzato è stato quello di Salini, il presidente della nostra Provincia. E’ ora che tutti prendiamo coscienza del fatto che è assurdo tenere in vita comuni di piccola entità, ognuno con la sua struttura burocratica, il suo consiglio, la giunta, il sindaco: accorpiamoli. Naturalmente con l’eccezione di Campagnola Cremasca…». 

Ma perché sopprimere il tribunale di Crema, se la gran parte del suo costo già viene sopportata dal Comune? Se le spese le paga la nostra collettività perché lo Stato centrale deve ingerirsi? 

«Risponderò con un’altra domanda: il fatto che le spese le paga la nostra comunità, non le sembra sia già una buona ragione? Non le pare che con i soldi risparmiati si possa abbassare l’IMU o che ne so, la tassa sulla spazzatura? A parte questo, è proprio una bufala la storia che quello che sopporta il comune di Crema è la gran parte del costo. I costi sono ben altri, ulteriori e diversi rispetto a quelli - già notevoli - che sopportiamo localmente. E anche al pagamento di questi contribuiscono i cittadini di Crema». 

Sì, ma se la politica non sprecasse le risorse cose spesso accade, avremmo quel che serve per mantenere anche il tribunale di Crema… 

«Ecco, ci risiamo. La colpa è sempre degli altri. Con questo modo di ragionare nulla mai cambierà. Ma i nostri politici chi li ha eletti, se non proprio noi? Non possiamo sempre addossare le colpe agli altri, insultare collettivamente tutti coloro che fanno politica, anche quelli che lo fanno con onestà e passione. Non possiamo sempre criticare tutto e tutti e però non impegnarci in prima persona. E non possiamo immaginare che i sacrifici li debbano fare sempre e solo gli altri. Vale per tutti, anche per gli avvocati ». 

Detta così, il suo sempre proprio l’annuncio di un ritorno alla politica attiva. 

 «Ma no, ho già dato. E poi non è tempo per i vecchi arnesi della politica come me». 

Ritorniamo al tribunale. Ma con la sua soppressione, il nostro territorio si impoverirebbe ulteriormente di servizi o no? 

«Ricordo che anni or sono esistevano gli ospedali di Soncino, Soresina, Castelleone, Pandino, Rivolta d’Adda, oltre a quello di Crema e, di necessità virtù, tutti vennero soppressi tranne quello della nostra città. Pareva la fine del mondo. Non mi risulta che sia accaduta alcuna catastrofe, anzi i servizi erogati sono oggi di qualità superiore a quella di allora. E tutti abbiamo una o più automobili per spostarci quando occorre. I tempi cambiano, non possiamo sempre e solo pensare a difendere l’esistente a qualunque costo. Anche perché il costo lo paghiamo sempre noi tutti e il peso è maggiore proprio per i più svantaggiati» 

E allora che dovremmo fare, assistere alla soppressione del nostro tribunale senza nemmeno provare a difenderlo? 

“No, no, continuiamo pure così. Un po’ di sano piagnisteo ci metterà la coscienza a posto. Anche se sappiamo che è una commedia delle parti perché è tutto inutile, la soppressione è un fatto già deciso ed ineluttabile ». 

Ma è proprio certo che la produttività del nostro tribunale non sia tale da giustificare una eccezione alla regola che ne prevede la soppressione per carenze dimensionali? 

«Sono certamente d’accordo. Ma se si facesse un’eccezione per il tribunale di Crema, mi sa dire cosa succederebbe a Paola? O a Caltagirone? O a Trani? La protesta a Crema si riduce ad affollate riunioni, tutti seduti nell’aula del consiglio comunale (pareva la funzione del venerdì santo…); altrove le manifestazioni, forse, potrebbero essere meno… composte. E non se ne uscirebbe più». 

Certo è che la sua posizione pare proprio in contrasto con quella dei suoi colleghi. 

«Non so se è davvero così. Quel che so è che quando pochi mesi or sono il Consiglio dell’Ordine degli avvocati ha organizzato un gazebo in piazza a difesa della sopravvivenza del tribunale, pochissimi colleghi hanno partecipato, al punto che tutti abbiamo ricevuto una nota scritta con la quale si lamentava e rimproverava il disinteresse. Naturalmente a nessuno è passato per la mente che una così scarsa partecipazione derivasse dalla non condivisione del merito del problema o della forma della protesta». 

Ma alla recente manifestazione nella sala consigliare gli avvocati erano numerosissimi. 

«Certo, c’ero anch’io. E c’erano tutti quelli che così si sono paradossalmente visti ricompensare con alcuni punti validi come… aggiornamento professionale. Sa, non si poteva correre il rischio che si ripetesse l’assenteismo del passato! Certo che è davvero singolare: si è venduto come aggiornamento professionale l'assistere a una tirata ultraconservatrice sulla ingiustizia dell’abolizione delle tariffe, sull’attentato alla libertà dell’avvocatura con l’apertura al mercato e tutte le solite litanie. Insomma una difesa corporativa a tutto tondo con il pretesto dell’opposizione alla soppressione del tribunale di Crema in nome della difesa dell’interesse della collettività! Non mi riconosco proprio in questo ritratto dell’avvocatura e non accetto di essere iscritto d'ufficio al partito dei perdenti». 

Una posizione non molto popolare tra i suoi colleghi, mi pare. 

«Forse. Ma non è mio costume nascondere le mie opinioni. Da domani, da quando smetteremo di sprecare tempo ed energie nel piangerci addosso, bisognerà confrontarsi su un mucchio di problema seri: come alleviare il più possibile i costi ed i disagi che la soppressione certo comporterà per gli avvocati (soprattutto i più giovani) e i cittadini, come svolgere il proprio ruolo di avvocati in una società che cambia a ritmi vertiginosi, come sostituire gli organi corporativi che fino ad oggi hanno governato l’avvocatura (e tutte le altre professioni!) con entità associative dinamiche ed affidabili, basate sulla adesione volontaria e su standard qualitativi. Insomma, c’è un gran lavoro da fare per chi ha voglia di mettersi in gioco e di guardare al futuro. Ma forse ragiono così perché amo la mia professione, non ho proprio intenzione di arrendermi e, soprattutto… ho qualche idea su come fare». 

Perché non ha detto queste cose alla recente manifestazione nella sala comunale? 

«Non era certo il luogo né il momento adatto e non c’era il tempo per un confronto serio. Perché il suo giornale non organizza una tavola rotonda su questi argomenti? Un problema alla volta, però, non un calderone nel quale si parli di tutto e di più, altrimenti ci si reduce agli slogans». 

Ora quali reazioni si attende dai suoi colleghi? 

«Niente di speciale. Qualcuno si iluderà che basti una qualche battuta sprezzante, qualcun altro continuerà a piangersi addosso con lo sguardo al passato. Ma mi creda, ci sono anche avvocati che seriamente si interrogano su quale sia il futuro che li attende, ma con fiducia e voglia di giocarsela senza stracciarsi le vesti per la perdita di qualche anacronistico privilegio. Anche perché molti, tra i giovani avvocati, di questi privilegi proprio non hanno goduto e non godono».
di Rol Stone

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Commenti (2)Add Comment
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Ma se ce un tribunale produttivo !!!!
scritto da paolo.bis, luglio 06, 2012
Ma questo è fuori di testa, ma se c'è un tribunale funzionante e produttivo è proprio quello di Crema. E questo pensa che a chiudere quello che c'è di buono porterà qualche miglioramento al marcio. Ma questo è completamente fuori di testa. Se dobbiamo tagliare dobbiamo tagliare quello che non funziona ...a partire dalla testa di questo qui.
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avvocato fiori di Crema
scritto da agatio , novembre 26, 2012
a me sembra un discorso sicuramente molto cinico ma reale . ci sono pochi uomini in grado di dire le cose come effettivamente si presentano, ovvero in termini pratici valutare i costi con i ricavi. tra le righe si può capire che molti servizi si possono ottenere meglio e più velocemente tramite i nuovi mezzi tecnologici, ebbene se se ne può ricavare un vantaggio con meno costi e meno spreco di tempo perchè non usufruirne? avvocato Fiori mi creda non pesavo ci fosero persone come lei in grado di , di...... direi quasi andare contro il proprio interesse . Complimenti

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