Usura, barista del centro schiacciato dagli aguzzini: un calabrese in manette

+ 16
+ 15




alt
Prestiti con un interesse altissimo, come si suol dire "a strozzo", anche se sarebbe più appropriato parlare addirittura di vero e proprio strangolamento: si parla infatti di interessi al 210% E' l'attività illecita portata a galla nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza cremonese, guidata dal colonnello Alfonso Ghiraldini, nell'ambito dell'ultima maxioperazione conclusa nella giornata di ieri e delineata nella mattinata di oggi in sala stampa al comando provinciale di via Zara.
A finire in manette è stato un pregiudicato di origini calabresi, F.F. di anni 49, residente nella provincia di Piacenza, che in poco più di un anno si è fatto restituire da un piccolo imprenditore cremonese in difficoltà economiche, solo come interessi, il doppio della somma prestata. Le indagini, avviate nello scorso mese di febbraio dal Nucleo di Polizia Tributaria e coordinate dalla Procura della Repubblica di Cremona, hanno consentito di accertare che nel gennaio 2011 il proprietario di un bar nel centro di Cremona, trovandosi in ristrettezze finanziarie, si è rivolto all’usuraio per ottenere un prestito di 15.000 euro. L’accordo prevedeva il pagamento di interessi per 3.200 euro al mese, con un tasso usuraio di circa il 260% su base annua. Non riuscendo a “onorare” il debito, l’imprenditore si è visto costretto a richiedere nei mesi successivi un ulteriore prestito di 10.000 euro che questa volta gli veniva concesso a un tasso di interesse pari al 162%. Alla fine, in poco più di un anno, l’imprenditore è arrivato a pagare, solo per gli interessi, oltre 50.000 euro, scontando un tasso superiore al 210% su base annua. Nei giorni scorsi dalle indagini si è appreso che l’imprenditore si apprestava a consegnare all’usuraio un’ulteriore somma di denaro, per cui i finanzieri si sono appostati nel luogo prefissato per l’appuntamento, una strada del centro di Cremona. Avvenuto il passaggio di mano del denaro, i militari sono intervenuti bloccando l’usuraio e recuperando le somme appena consegnategli dalla vittima, pari a 18.300 euro tra cambiali, assegni e contanti. Contestualmente sono state effettuate anche le perquisizioni domiciliari presso l’abitazione dell’arrestato e di un altro complice individuato nel corso delle indagini, F.V.G. di anni 40, anche lui di origini calabresi ma residente in Provincia di Reggio Emilia, denunciato a piede libero in concorso con l’usuraio. Nelle perquisizioni è stata rinvenuta anche una busta piena di assegni e cambiali, ora al vaglio degli investigatori, assieme alla possibilità che il gruppo sia assai più vasto e comprenda altre persone, oltre ai due identificati nell'indagine.

- SEGUONO AGGIORNAMENTI

Segnala questo articolo su


Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
piccolo | grande

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy