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 Edilizia

 Inserito il:  05 Dicembre, 2006 

Speciali edilizia
Gli italiani cercano la tecnologia

Un’indagine demoscopica recentemente svolta, tramite 1.002 interviste telefoniche ad un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su (esclusi i non residenti e i membri delle convivenze: carceri, ospedali, caserme, conventi, ecc.), pari ad un universo di 50.2 milioni di persone, ha evidenziato che sarebbe in atto in Italia una forte modernizzazione della cultura dell'abitare: oltre un terzo degli italiani hanno una fortissima domanda inesaudita di design, tecnologia e originalità in relazione alla propria abitazione.
Su un campione rappresentativo dei residenti in Italia maggiorenni, sono 5 le tipologie delineate di italiani classificati in base al confronto tra il vissuto della propria abitazione e le proprie aspirazioni. I «marginali depressi», che rappresentano il 16,3% del totale (7.900.000), vivono in case mediocri, non desiderano cambiare le proprie abitudini, sono gli italiani con la più debole 'cultura della casa'. I «tradizionalisti soddisfatti», il 25,5% del totale (12.500.000), sono una categoria amante delle cose semplici e tradizionali.
Sostanzialmente soddisfatti della propria abitazione, desiderano però maggiori dotazioni di tecnologia purché sia semplice, sicura e non costosa. Ci sono poi le «semplici insoddisfatte », il 14,7% del totale (7.100.000), in maggioranza di sesso femminile, attribuiscono una maggiore importanza agli aspetti di sicurezza e comfort della propria casa, che ritengono del tutto insoddisfacente per arretratezza, design e funzionalità; Le «medie colte», il 9,9% del totale (4.800.000), rappresentano una categoria dalla cultura superiore alla media con un gusto moderno e avanzato, amanti della tecnologia facile, dell'estetica e dell'ambiente.
Desiderano una casa più originale, di design e che le rispecchi maggiormente; I «top avanzati», il 33,4% del totale (16.200.000), appartengono ad una classe medio/alta, vivono principalmente nelle grandi città, hanno una cultura avanzata ed europea e sono i più lontani dalla tradizione.
Dotati di una cultura dell'abitazione moderna, originale, articolata e ricca, vivono in belle case ma sono i più insoddisfatti. Trasversalmente a tutte le categorie, emerge una forte insoddisfazione riguardo alla dotazione tecnologica della propria casa. In sintesi, ormai solo il 42% si attarda nel nostro passato collettivo, mentre un analogo 43% appare iscritto nella piena modernità funzionale, tecnologica, estetica (all'insegna dell'essenzialità delle linee e delle soluzioni).
Il resto del Paese sarebbe ancora indietro ma attratto dal nuovo che avanza. Un italiano su tre è pronto per la casa del futuro: moderna ma non stravagante, con tecnologie invisibili e sicure e con forte contenuto di design.

Un programma per l’edilizia
La Regione Lombardia sta redigento in questi giorniil Programma regionale per l'edilizia residenziale pubblica (Prerp) per il triennio 2006/2008.
Il nuovo Prerp è stato redatto tenendo conto delle dinamiche sociali che determinano il fabbisogno abitativo, con unl'offerta locativa in funzione di quattro tipologie di beneficiari: soggetti a rischio di esclusione sociale, famiglie con grave disagio economico, nuclei non in grado di sostenere i canoni d'affitto del libero mercato, soggetti con bisogno di locazione temporanea.
Gli obiettivi del Prerp sono articolati secondo la seguente ripartizione: alloggi a canone sociale e a canone moderato, alloggi a locazione temporanea, posti alloggio o posti letto per l'inclusione sociale, contributi economici per integrare i canoni di locazione privati o per sostenere la famiglia nell'acquisto della prima casa.

Gli italiani investono nelle case di lusso
Gli immobili di prestigio registrano segnali sempre positivi
Il mercato immobiliare del lusso continua la sua corsa e registra, nei primi sei mesi del 2006, incrementi del 3,6% sui prezzi medi minimi e dello 0,6% sui medi massimi.
L'Osservatorio semestrale ha per oggetto il monitoraggio semestrale dell'andamento del mercato degli immobili di prestigio nelle realtà urbane di Bologna e Milano. Il rapporto presenta dunque considerazioni sintetiche, tendenze emergenti e caratteristiche proprie del mercato delle abitazioni di prestigio.
Sotto l'univoca denominazione «residenze esclusive» si devono identificare almeno due differenti categorie, le quali presentano mercati e tendenze potenzialmente differenti tra loro. Da un lato esistono le unità immobiliari con profilo altissimo, residenze di grandi e grandissime dimensioni (da 200/250 mq ed oltre), ricercate da una ristrettissima fascia di utilizzatori.
Dall'altra le unità immobiliari che, pur rientrando nella denominazione «esclusiva», per dimensioni e costo, sono accessibili ad una fascia di utenti più ampia. L'analisi sintetica si riferisce comunque al segmento più generale. Il rapporto dell'Osservatorio fornisce quindi un andamento di mercato delle residenze esclusive nel contesto piuttosto positivo.
Rileva anche qualche segnale di raffreddamento, come l'allungamento dei tempi di vendita, l'incremento degli sconti e un certo squilibrio fra offerta, di qualità inferiore alle aspettative, e domanda. Per il secondo semestre 2006 le prospettive delle residenze di lusso restano positive sotto il profilo degli scambi (previsti in crescita) e dei prezzi (stabili). Emerge dunque che, nonostante la crisi economica, la gente ancora predilige investire nel lusso. Come sempre, l’Italiano vive al di sopra delle proprie disponibilità economiche, una caratteristica che ormai da alcuni decenni lo contraddistingue.
Più riflessivo invece il mercato delle locazioni: il rapporto tra affitto e acquisto appare ancora sbilanciato a favore di quest'ultimo a causa dei tassi d'interesse ancora piuttosto contenuti.

Nel 2006 risulta essere aumentato il costo di costruzione dei fabbricati
Lo rivela l'indice nazionale del costo di variazione di costruzione di un fabbricato residenziale, relativo al periodo aprile - giugno 2006, registrato e reso noto con pubblicazione dall'Istat (Istituto nazionale di statistica) lo scorso 2 ottobre: il costo di costruzione dei fabbricati, nel 2006, risulta essere aumentato.
Il valore di questo indicatore economico, calcolato con base 2000=100, è risultato pari a 122,1 con un aumento dell'1,3 % rispetto al trimestre precedente e del 3,0 % rispetto al corrispondente trimestre del 2005. La comparazione con il corrispondente trimestre dell'anno precedente, mostra variazioni pari a + 2,0 % per la mano d'opera, + 4,1% per i materiali e + 2,6 % per i trasporti e noli.
Nel gruppo dei materiali, in particolare, l'aumento più marcato è stato registrato nella categoria del materiale elettrico.
Per quanto riguarda, infine, gli indici per capoluogo di regione e di provincia, nel secondo trimestre 2006 le variazioni maggiori si sono registrate a Firenze (+ 3,6 %) e a Campobasso (+ 2,7 %) e quelle tendenziali più significative, relative cioè allo stesso periodo dell'anno scorso, a Napoli (+5,1 %) e a Perugia (+ 4,8 %).

Nel 2006 costruzioni ancora in crescita
Il 2005 è stato ancora un anno positivo per il settore delle costruzioni in generale.
Con un +0,5%, si registra il settimo anno consecutivo di crescita degli investimenti in edilizia, sebbene si confermi il rallentamento registrato a partire dal 2003.
Si conferma anche per il 2005 la crescita dell’edilizia residenziale, che continua, secondo l’Ance, ad essere sostenuta dalla forte domanda sia di nuove abitazioni che di riqualificazione da parte delle famiglie.
Gli investimenti in abitazioni hanno raggiunto, infatti, quota 72.000 milioni di euro e rappresentano oltre la metà del totale degli investimenti realizzati nell’anno.
Per l’edilizia residenziale, l’Ance valuta nel 2005 un aumento del 2,2% in termini reali.
Un risultato ancora positivo, anche se in rallentamento rispetto al 2004 (+4,8% nel confronto con il 2003). È dunque la vivacità del mercato immobiliare a trainare sia la produzione di nuove abitazioni (+2,5%) che la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente (+2%), grazie anche alle agevolazioni fiscali: detrazione Irpef per leristrutturazioni di immobili abitativi da parte delle famiglie proprietarie, che l’ultima legge Finanziaria ha riportato dal 36 al 41% (nel 2005 le richieste di agevolazioni fiscali sulle spese di ristrutturazionedi alloggi sono state complessivamente oltre 340mila).
Tale vivacità dovrebbe confermarsi nel 2006, con un piccolo recupero anche per l’edilizia non residenziale. L’Ance prevede, infatti, un’ulteriore crescita degli investimenti nelle nuove abitazioni (+1,4% nel 2006) e nel recupero abitativo (+1,5% nel 2006), ma anche un +0,6% per le costruzioni non residenziali. Analoghe indicazioni derivano dal Cresme (Centro ricerche economiche e sociologiche di mercato) che, con il XIII rapporto congiunturale, ha prospettato il nuovo scenario di medio periodo 2005-2010 con riferimento a tutti gli attori che operano nel mondo delle costruzioni.
I dati congiunturali segnalano il drastico calo delle opere pubbliche ed il lento rilancio del mercato del recupero edilizio e della riqualificazione urbana. Anche il Cresme indica una crescita della nuova edilizia residenziale, grazie alla spinta inerziale del mercato, ma con un segnale, seppur debole, di inversione. La flessione per le nuove costruzioni dovrebbe arrivare a partire dal 2007, ma già dal 2009 dovrebbe verificarsi la nuova ripresa. Se fino ad oggi le costruzioni hanno rappresentato l’unica alternativa alla situazione economica difficile, nei prossimi anni la scommessa che possa avvenire un passaggio di consegne tra nuovo e recupero nel residenziale e tra opere pubbliche ed edilizia non residenziale è strettamente legata alla ripresa economica.
Secondo i dati emersi dal report annuale sul settore immobiliare in Italia, il mercato immobiliare italiano starebbe per entrare in una nuova fase che si estenderà fino al 2008. Dopo gli ultimi 8 anni di crescita esponenziale, i prezzi e le compravendite starebbero per subire un calo con una forte differenziazione per singola area geografica e tipologia di immobile.
Le attese per i prossimi anni si pronunciano per un aumento del rallentamento già avvenuto lo scorso anno (le compravendite nel 2006 diminuiranno del 2,2% fino ad arrivare ad un picco negativo dello 3,6%), la stagnazione dei prezzi nel 2006, in diminuizione poi nel 2007 per arrivare fino alla contrazione del 5,8% nel 2008.

E’ sempre un settore portante dell’economia
Il 2006 conferma le costruzioni come uno dei settori portanti dell'economia italiana, capace di contribuire significativamente alla produzione e all'occupazione del Paese.
Lo dimostrano ampiamente i dati dell'ultimo Osservatorio congiunturale di ottobre dell'Ance, che registra per il 2006 una crescita per gli investimenti (per l'8° anno consecutivo) dell'1,1%, raggiungendo quota 144miliardi di euro e prevede, per il 2007, un nuovo incremento di quasi l'1% (0,9%) per il settore dell'edilizia.
Tasso di sviluppo ancora in crescita pur se in minor misura del passato: i tassi di sviluppo degli ultimi 4 anni sono, infatti, inferiori rispetto a quelli registrati tra il 2000 e il 2002, e pari a +6,4%, +4,1%, +4,8%. L'apporto delle costruzioni nell'economia, visto sotto il profilo occupazionale, si traduce in 1.913.000 lavoratori nelle costruzioni – pari al 27,6% degli occupati dell'industria e l'8,5% degli addetti di tutti i settori economici. Gli investimenti in costruzioni rappresentano il 9,7% del Pil.
Negli ultimi anni la percentuale di lavoro irregolare in edilizia si è ridotta progressivamente, fino a scendere al di sotto della media nazionale, 12,4% a fronte del 13,4% del totale dei settori economici. Tra i vari comparti delle costruzioni, il 2006 segna l'inversione del trend negativo per l'edilizia non residenziale privata: dopo 3 anni di ridimensionamenti, infatti, gli investimenti hanno fatto registrare un aumento dello 0,6%.
Relativamente all'andamento delle opere pubbliche, l'Ance stima che i livelli produttivi rimarranno ancorati ai volumi dell'anno precedente.

Giulia Sapelli 


       Commento Si ringrazia Il Piccolo Giornale

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