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VINCENZO CAMPI
SCENE DEL QUOTIDIANO
CREMONA
Museo civico Ala Ponzone, via Ugolani Dati
4
2 dicembre 2000 - 29 aprile 2001
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| IL COMITATO SCIENTIFICO | |
| LE OPERE ESPOSTE | |
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Una città compatta, dalle solide mura, con
belle chiese e palazzi sontuosi: così appare
la Cremona del Cinquecento nella pianta disegnata
da Antonio Campi nel 1578. Roberto Longhi
definì la città di quel tempo "una piccola
Anversa". E proprio con le Fiandre,
i suoi mercanti e i suoi banchieri, Cremona
- già allora città agricola per eccellenza
- tesseva intensi traffici. Malgrado i potenti
di turno fossero di volta in volta milanesi,
veneziani, francesi e spagnoli, la città
e i suoi quarantamila abitanti godevano di
floridezza. E quando la Spagna la conquistò
definitivamente nel 1535, per Cremona cominciò
un periodo ancora più prospero.
In questi anni nasce Vincenzo Campi, il più
giovane di una famiglia di artisti che annovera
il capostipite Galeazzo e i figli Giulio,
Antonio e, naturalmente, Vincenzo; mentre
Bernardino, che pure aveva lo stesso cognome,
non era neppure parente.
E' a Vincenzo che oggi Cremona, nelle nuovissime
sale espositive del Museo civico Ala Ponzone,
riserva una mostra importante che arriva
a quindici anni esatti dall'allestimento
dedicato all'intera famiglia e alla cultura
artistica cremonese nel Cinquecento. |
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